📚 SERVIZIO SPECIALE AETNANET
Stipendi e arretrati del CCNL 2022-2024, nuova valutazione, formazione dei neo-dirigenti, concorsi e assunzioni: Aetnanet ricostruisce in un unico dossier la condizione della dirigenza scolastica all’inizio del nuovo anno
Il nuovo anno scolastico si apre per i dirigenti con una coincidenza significativa: dopo una lunga attesa è arrivata la firma definitiva del contratto 2022-2024, stanno per essere liquidati gli arretrati, entra in una nuova fase il sistema di valutazione, centinaia di neo-dirigenti assumono la guida delle scuole e contemporaneamente resta aperta la questione del reclutamento futuro.
Sono vicende che, considerate separatamente, possono sembrare semplici notizie sindacali o amministrative.
In realtà raccontano una questione molto più grande: quale dirigente scolastico vuole oggi la scuola italiana e quali strumenti mette lo Stato a disposizione di chi è chiamato a guidarla?
È su questa domanda che Aetnanet costruisce questo nuovo Servizio Speciale.
- Dal preside al dirigente: una professione profondamente cambiata
La dirigenza scolastica di oggi non è più quella del vecchio capo d’istituto.
L’autonomia ha progressivamente concentrato sulla figura del dirigente responsabilità educative, organizzative, amministrative, contabili e giuridiche. Alla guida della scuola si sommano gestione del personale, sicurezza, relazioni sindacali, appalti e contratti, privacy, inclusione, contenzioso, digitalizzazione, PNRR, rapporti con enti locali e famiglie.
Il punto non è stabilire se il dirigente debba essere più “manager” o più “educatore”. Questa contrapposizione è ormai insufficiente.
Il dirigente scolastico è contemporaneamente responsabile di un’organizzazione pubblica complessa e garante della sua finalità educativa.
Ed è proprio da questa complessità che devono essere valutati contratto, stipendio, formazione, reclutamento e sistema di valutazione.
- Il CCNL 2022-2024 arriva quando il triennio è già finito
L’ipotesi del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca 2022-2024 era stata sottoscritta all’ARAN l’11 maggio 2026; la firma definitiva è arrivata il 6 agosto 2026.
Il contratto interessa circa 7.550 dirigenti scolastici, oltre ai dirigenti di università ed enti di ricerca. L’ARAN ha quantificato per i dirigenti scolastici un incremento medio complessivo di circa 500 euro lordi mensili per tredici mensilità, pari all’8,48%, considerando anche le risorse specificamente destinate alla categoria. Ha inoltre indicato arretrati medi di circa 5.800 euro con decorrenza dal 1° gennaio 2024. (Aran Agenzia)
Ma proprio questi numeri richiedono una spiegazione.
- Stipendio: perché si parla di 185, 230, 320 e 500 euro?
Le cifre comparse nelle ultime settimane sembrano contraddirsi. In realtà fotografano componenti diverse della retribuzione.
| Voce | Importo |
| Nuovo stipendio tabellare annuo lordo | € 50.005,73 |
| Incremento tabellare dal 1° gennaio 2024 | € 230 lordi/mese |
| Nuova posizione parte fissa annua | € 14.515,11 |
| Incremento posizione parte fissa | € 90 lordi/mese |
| Incremento fisso mensile effettivamente aggiuntivo, considerate le anticipazioni già corrisposte | € 185,27 lordi |
| Incremento medio complessivo indicato dall’ARAN | circa € 500 lordi/mese |
| Arretrati medi indicati dall’ARAN | circa € 5.800 |
Lo stipendio tabellare passa infatti da 47.015,73 a 50.005,73 euro annui lordi, mentre la retribuzione di posizione parte fissa passa da 13.345,11 a 14.515,11 euro. Considerando le anticipazioni contrattuali già percepite, l’aumento fisso mensile effettivamente nuovo viene quantificato in 185,27 euro lordi. (FLC CGIL SALERNO)
I circa 500 euro medi comunicati dall’ARAN non devono quindi essere interpretati come 500 euro aggiuntivi uguali nella busta paga mensile di ciascun dirigente: comprendono l’insieme delle risorse contrattuali, incluse le componenti che confluiscono nella retribuzione accessoria. (Aran Agenzia)
È una distinzione che Aetnanet ritiene importante fare, perché consente di superare titoli apparentemente contrastanti circolati nelle settimane passate.
- Il FUN: posizione e risultato restano centrali
Dal 1° gennaio 2024 il Fondo Unico Nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato viene incrementato stabilmente di 11 milioni di euro.
Una parte consistente finanzia l’aumento della retribuzione di posizione fissa, mentre la restante quota incrementa il Fondo destinato alle componenti di posizione e risultato. Dal 2025 è previsto inoltre un ulteriore incremento annuo di 1,28 milioni di euro. (Udisi)
È qui che contratto e valutazione finiscono inevitabilmente per incontrarsi.
Una cosa è infatti lo stipendio tabellare; altra cosa è la retribuzione collegata alla posizione ricoperta e ai risultati conseguiti.
- Gli arretrati: appuntamento con NoiPA il 14 settembre
La questione è ormai entrata nella fase operativa.
Secondo quanto comunicato dopo le interlocuzioni con NoiPA, è prevista per 14 settembre 2026 un’emissione speciale per l’applicazione del nuovo contratto. L’accredito degli arretrati dovrebbe avvenire successivamente e comunque entro la fine di settembre; da ottobre dovrebbe andare a regime l’adeguamento ordinario dello stipendio. (Orizzonte Scuola)
La cifra di circa 5.800 euro è però una media.
L’importo effettivo potrà differire da dirigente a dirigente in relazione alla posizione individuale, ai periodi di servizio, alle anticipazioni già ricevute e al trattamento fiscale.
Per questo Aetnanet tornerà opportunamente sulla questione dopo l’emissione NoiPA, quando sarà possibile confrontare le somme realmente liquidate con quelle previste dal contratto.
- Non solo soldi: ferie, mobilità, periodo di prova e disciplina
Il CCNL interviene anche sulla parte normativa.
Tra gli aspetti modificati figurano ferie, permessi per lutto, disciplina e periodo di prova. Le ferie non fruite per determinate esigenze possono essere utilizzate entro la conclusione dell’anno scolastico successivo; sono state riviste alcune disposizioni sul periodo di prova e sono state introdotte modifiche anche sul terreno della mobilità. (Aran Agenzia)
Ma resta una delle questioni storicamente più sensibili per la categoria: la mobilità interregionale, insieme alla richiesta di superare definitivamente le differenze retributive rispetto alle altre dirigenze pubbliche dell’Area Istruzione e Ricerca.
Ed è significativo che, appena firmato il contratto 2022-2024, diverse organizzazioni abbiano chiesto di aprire immediatamente quello 2025-2027. (FLC CGIL Napoli)
Un contratto che nasce già scaduto non può diventare la normalità.
- La grande questione della perequazione
Dietro gli aumenti rimane un problema strutturale.
La dirigenza scolastica esercita responsabilità tipicamente dirigenziali, ma continua a rivendicare una piena equiparazione economica con le altre dirigenze pubbliche.
Nella Banca Dati Aetnanet ricorrono sia il tema della perequazione esterna, cioè il confronto con le altre dirigenze, sia quello della perequazione interna, legato alle differenti situazioni retributive, alla RIA e alle diverse componenti della retribuzione.
Questa probabilmente sarà una delle vere partite del contratto 2025-2027.
- Valutazione 2026/27: il sistema entra nella fase decisiva
La valutazione dei dirigenti non è più una previsione astratta.
Con il nuovo Sistema nazionale essa è diventata annuale e collegata ai risultati della funzione dirigenziale.
Per il 2026/27 il decreto interdipartimentale n. 1879 del 7 agosto 2026 ha definito gli obiettivi nazionali e regionali. Gli obiettivi generali passano da quattro a cinque.
La novità più significativa è l’inserimento del contributo del dirigente al successo formativo e scolastico degli studenti, con particolare attenzione a inclusione, orientamento, prevenzione del bullismo e cyberbullismo. Questo nuovo obiettivo vale 17 punti sui 70 attribuiti agli obiettivi nazionali. (ANP)
La valutazione, dunque, tenta di spostarsi almeno in parte dagli indicatori puramente amministrativi verso la missione educativa della scuola.
È un passaggio importante.
- Quel dato dell’86% che impone una riflessione
Il primo monitoraggio del sistema ha però prodotto un risultato singolare: oltre l’86% dei dirigenti valutati per il 2024/25 è stato collocato nella fascia più alta. (Orizzonte Scuola)
Aetnanet si era già occupata approfonditamente della questione.
Il dato non dimostra automaticamente che la valutazione sia troppo generosa. Sarebbe assurdo stabilire in anticipo una quota di dirigenti da penalizzare.
La domanda corretta è diversa:
gli indicatori utilizzati riescono veramente a distinguere qualità professionali e risultati differenti?
È questa la verifica che deve accompagnare i prossimi anni.
- Si può valutare il dirigente per ciò che non controlla?
È probabilmente il punto più delicato.
La scuola è un’organizzazione nella quale moltissimi risultati dipendono da soggetti e condizioni che il dirigente non governa interamente: organici assegnati dall’amministrazione, funzionamento delle segreterie, risorse finanziarie, stato degli edifici appartenenti agli enti locali, tempi delle piattaforme ministeriali, disponibilità dei supplenti, situazioni territoriali e sociali.
Le organizzazioni professionali e sindacali hanno già sollevato obiezioni su alcuni indicatori e chiesto criteri maggiormente aderenti alla realtà delle scuole. (ANP)
Una valutazione credibile dovrebbe perciò distinguere sempre tra risultato imputabile all’azione del dirigente e risultato condizionato da fattori esterni.
Altrimenti la misurazione rischia di trasformarsi in una nuova forma di adempimento burocratico.
- Formazione: non basta vincere un concorso
Questa è forse la parte meno discussa e, invece, una delle più importanti.
I nuovi dirigenti entrati in servizio il 1° settembre affrontano il periodo di formazione e prova. Il quadro ministeriale costruito intorno al DM 956/2019 collega formazione, accompagnamento e valutazione delle competenze professionali: organizzazione e gestione, valorizzazione delle risorse umane, rapporti con la comunità scolastica e con il territorio. (Ministero dell’Interno)
Anche per i neo-dirigenti 2026/27 è previsto il percorso di formazione e prova nel primo anno di servizio, mentre organizzazioni sindacali e professionali hanno già avviato specifiche iniziative di accompagnamento. (SNALS Lazio)
Ma il vero problema è un altro: la formazione del dirigente non può esaurirsi nell’anno di prova.
Un dirigente oggi deve continuamente aggiornarsi su legislazione, contabilità, sicurezza, gestione del personale, contrattazione, privacy, digitalizzazione, intelligenza artificiale, cybersecurity, inclusione, contenzioso e progettazione europea.
Il passaggio da una formazione iniziale a una formazione professionale permanente della dirigenza dovrebbe quindi diventare parte integrante della politica scolastica.
- Reclutamento 2026/27: 365 autorizzazioni, 346 nuovi dirigenti potenziali
Anche sul reclutamento bisogna distinguere bene i numeri.
Per il 2026/27 sono state autorizzate 365 unità, ma 19 sono trattenimenti in servizio. Restavano quindi 346 possibili nuove assunzioni.
Il riparto ha destinato 216 posti al concorso ordinario DDG 2788/2023 e 129 alla procedura riservata DM 107/2023: 345 nomine operative, poiché un ulteriore posto risultava indisponibile in Lombardia. (UILSCUOLA)
Si tratta di due canali diversi che confluiscono nello stesso obiettivo: coprire le sedi vacanti con dirigenti titolari e ridurre il ricorso alle reggenze.
Ma il sistema continua a essere segnato da concorsi complessi, ricorsi, procedure straordinarie, graduatorie regionali e nazionali e periodiche richieste di tutela degli idonei.
- Il problema non è soltanto quanti dirigenti assumere, ma come reclutarli
Il concorso deve necessariamente verificare conoscenze giuridiche, amministrative e organizzative.
Ma dirigere una scuola richiede anche capacità difficili da misurare attraverso una prova tradizionale: leadership, gestione dei conflitti, capacità decisionale, comunicazione, costruzione di comunità professionali, equilibrio nelle relazioni con studenti e famiglie.
Da qui nasce una domanda che il sistema prima o poi dovrà affrontare:
il reclutamento seleziona semplicemente chi conosce meglio la normativa oppure riesce anche a individuare chi possiede le attitudini necessarie per guidare una comunità scolastica?
Concorso e formazione dovrebbero essere pensati come due momenti dello stesso processo professionale.
- Una dirigenza sempre più esposta
C’è infine un dato trasversale.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le responsabilità attribuite ai dirigenti, mentre la semplificazione amministrativa procede molto più lentamente.
Il dirigente è frequentemente il punto terminale al quale vengono ricondotte responsabilità derivanti da sicurezza, privacy, contabilità, personale, contratti, vigilanza e rispetto di una normativa sempre più estesa.
Ma responsabilità senza strumenti, personale adeguato e margini reali di decisione rischia di trasformarsi in semplice esposizione personale.
Ecco perché stipendio, valutazione, formazione e reclutamento non sono quattro argomenti separati.
Sono quattro facce dello stesso problema.
🔎 Il punto di Aetnanet
Il rinnovo del contratto costituisce un risultato necessario, ma non può rappresentare il punto di arrivo.
La scuola italiana ha bisogno di una dirigenza riconosciuta economicamente, ma anche messa nelle condizioni concrete di esercitare le proprie responsabilità.
Non basta pagare meglio il dirigente se contemporaneamente gli si attribuiscono responsabilità sulle quali non possiede strumenti effettivi di governo.
Non basta valutarlo se gli indicatori finiscono per misurare prevalentemente la capacità di adempiere procedure.
Non basta selezionarlo attraverso un concorso se poi la formazione professionale si concentra quasi esclusivamente sul primo anno.
E non basta assumere qualche centinaio di nuovi dirigenti se il reclutamento continua a procedere attraverso cicli discontinui, contenziosi e soluzioni straordinarie.
Aetnanet ritiene che occorra finalmente considerare contratto, perequazione, valutazione, formazione e reclutamento come un’unica politica nazionale per la dirigenza scolastica.
Il dirigente non è semplicemente il “capo” della scuola e non è neppure un funzionario incaricato di firmare atti.
È il responsabile di una istituzione costituzionalmente destinata all’istruzione e alla formazione delle nuove generazioni.
Per questo deve essere valutato seriamente.
Ma, proprio per questo, deve anche essere formato seriamente, retribuito adeguatamente e messo nelle condizioni di dirigere realmente.
Questa è la vera partita che si apre nel 2026/27.
🌐 Fonti consultate e metodo redazionale Aetnanet
Il presente Servizio Speciale è stato elaborato dalla redazione Aetnanet attraverso il confronto e l’integrazione di fonti normative, istituzionali, sindacali e giornalistiche, evitando la riproduzione di singoli articoli e ricostruendo autonomamente il quadro complessivo.
Fonti principali: CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024; ARAN; Ministero dell’Istruzione e del Merito; documentazione sul Sistema nazionale di valutazione dei dirigenti scolastici; provvedimenti relativi alle assunzioni 2026/27.
Precedenti della Banca Dati Aetnanet: articoli e documenti già raccolti su contratto, arretrati, NoiPA, valutazione, formazione, concorsi, mobilità, organici e perequazione della dirigenza scolastica.
Fonti di verifica: ANP, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS, UDIR e principali testate specializzate del settore scolastico.
Particolare attenzione è stata dedicata alla riconciliazione delle diverse cifre circolate sugli aumenti retributivi, distinguendo stipendio tabellare, posizione fissa, anticipazioni già corrisposte, Fondo Unico Nazionale e incremento medio complessivo.
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