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Umanistiche

SI DICE ”NON HO POTUTO VENIRE” O ”NON SONO POTUTO VENIRE”?!

Col verbo "potere" dovrebbe andare sempre e comunque l’ausiliario "avere", invece di quelle espressioni del tipo: "non sono potuto venire", "non sono potuto uscire" ecc.? Si dovrebbe dire, probabilmente: "non ho potuto…" (quale che sia il verbo). Qual è la vostra opinione? Pasquale Barra

La questione dell’ausiliare richiesto da un verbo servile (potere – come negli esempi addotti dal signor Barra -, dovere, volere, sapere ‘essere in grado di, avere la capacità di’) è regolata dalla norma grammaticale. Secondo tale norma, l’ausiliare è quello proprio dell’infinito: «ho dovuto fare» perché si dice «ho fatto», «ho potuto rispondere» perché si dice «ho risposto» e via dicendo; viceversa, «non sono potuto venire/uscire/partire ecc.» perché si dice «non sono venuto/uscito/partito».

La norma prevede la possibilità di una deroga. Si può cioè usare l’ausiliare avere se il verbo retto è intransitivo: «ho dovuto venire/uscire/partire ecc.» è ammissibile quanto «sono dovuto venire/uscire/partire». Luca Serianni, nella sua preziosa Prima lezione di grammatica (Laterza, 2006), ci ricorda che Luciano Satta aveva già raccolto, in Matita rossa e blu (Bompiani, 1989), numerosi esempi tratti da valenti scrittori italiani (Maraini, Citati, Magris, Eco, La Capria) che documentavano l’uso dell’ausiliare avere (per il servile) con verbi intransitivi.

Sembra quindi che l’uso di avere in questa circostanza si stia allargando. Serianni spiega questa linea di tendenza con ragioni di economia linguistica in via di affermazione: 1. l’uso di avere consente di eliminare la preoccupazione per l’accordo: «le ragazze sarebbero dovute partire» / «le ragazze avrebbero dovuto partire»; 2. il verbo servile, se usato da solo, vuole l’ausiliare avere e tende a imporre questa scelta anche quando regge un infinito: «hanno provato a uscire prima, ma non hanno potuto», da cui la propensione a dire «non hanno potuto uscire prima»; 3. l’ausiliare avere è già obbligatorio nel caso in cui con l’infinito si combini un pronome atono: «non ho potuto venirci»; se invece il pronome atono viene prima delle forme verbali, si ricade nella regola generale che impone essere: «non ci sono potuto venire».