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Voce alla Scuola

L’ALLONTANANZA, SAI, E’ COME IL VENTO…

L’ALLONTANANZA, SAI, E’ COME IL VENTO…

Ma chi l’ha detto che i ragazzi di oggi non sono amano il passato? Ma chi è stato quel cattivo che ha osato insinuare che gli adolescenti non sono più capaci di proiettarsi nel mondo antico? Siamo proprio sicuri che non siano dotati di capacità, diciamo così, retrò?
Metti che tu fai una lezione sul tema della lontananza. Com’è poetico, com’è romantico! A te vengono i brividi a leggere quell’Amore di terra lontana di Jaufre Rudel: l’innamorato ama profondamente la sua donna, ma ne è drasticamente e ineluttabilmente lontano. “Amor de lonh” si chiama in provenzale questo sentimento che ansima e anela perchè dimora in una terra remota. Oh, quanta malinconia suscita la lontananza! Ma sì, diamo un bel compito in classe su quest’argomento.
E qui scatta la creatività degli alunni. E che credete, che si accontentino della semplice e banale parola “lontananza”? Ma no, troppo monotona, trita e ritrita, vista e rivista in secoli di letteratura. Dio mio, un po’ di fantasia, E così Jaufre Rudel scrive sì una poesia…ma sul tema…dell’allontananza. Allontananza, eh? Come suona bene, ma bene davvero. Allontananza. Con quella doppia elle iniziale fa veramente chic.
Ma dove cavolo lo vedi il termine allontananza nel linguaggio odierno? E’ solo ricordo di una lingua raffinata e letteraria che nessuno usa più. Ma loro sì. Loro le conoscono queste parole e te lo dimostrano apertamente, e te lo sciorinano nel compito in classe. Adesso vediamo se hai il coraggio di correggerlo questo “allontananza”. L’incolto sei tu, povero prof, che non lo riconosci….o non te ne ricordi…
E così non dite più, mai più, che i ragazzi di oggi non sono ricercati nell’uso dei termini nonché arditi ingegneri di ingegnosi viaggi nella letteratura di tutti i tempi alla ricerca di desueti vocaboli…che prima o poi, statene certi, entreranno nel dizionario della lingua italiana del 2000…

Silvana La Porta