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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Redazione

MILO E LA CONTEA DI MASCALI. Dal Priorato all’autonomia




26_08_02

Con
l’originale copertina che riproduce la foto dell’anziano e storico
parroco di Milo,
Mons.
Concetto Fichera
ed
il primo sindaco di Milo,
l’ing.
Sebastiano
Inserra
,
che rievoca
l’immagine
di “
Don
Camillo e P
eppone”
di Guaresc
hi,
il
prof.
Paolo
Sessa,
cultore

e ricercatore
della
storia

della cittadina
etnea,

in

preparazione al 70° anniversario,
ha
dato vita
ad
un altro
 
volume che racconta il passaggio “
Dal
priorato all’autonomia”

del comune di Milo, conseguita nel 1955.

Nelle
preziose pagine, frutto di intense e approfondite ricerche, l’autore
compie un viaggio nella storia de
l
borgo montano di Milo,
che
nel

XIV secol
o
si
sviluppava

attorno a
l
Priorato 
dell’Acqua
di
lu Milu,
descrivendo l’evoluzione del territorio e della vita dei suoi abitanti,
attorno alla Chiesa, al monastero e alla torre.

Milo
ha
quasi

certamente le origini bizantine.
 

Le
origini
bizantine

di Milo
,
pur non documentate, sembrano certe.
 I
primi
documenti

risalgono

al
 1391,
quando
il Vescovo Conte, Simone del
Pozzo 
dona

il
locum
Aq
uae
Mili

a Simone Mir
oponte
con varie pertinenze e una torre
.
G
li
storici
concordano
,
comunque, 
che
già nel 1340 Giovanni D’Aragona aveva
fatto 
edidicare
la chiesa
,
successivamente dedicata a
Sant’Andrea .
Tutti
questi eventi rivivono tra le pagine del
volume
ed
il
prof.

Paolo Sessa, storico per
amore,
realizzando

dopo vent’anni
, 
una

riedizione del
volume
del

2005 :
Milo,
Viaggio nella st
oria
di una comunità

,
accompagna il lettore in un cammino di osservazione e di risp
oste
a tante silenziose domande sui luoghi e le trasformazioni del paese di
Milo
nel

corso degli anni.

Le
te
stimonianze
degli ultimi anziani

di Milo e la scoperta di nuovi documenti ha
nno riportato
alla luce

la storia dell
a
teleferica
di
Don
Puddu da
nivi,
realizzata negli anni
Venti
del

secolo scorso e
le
numerose
trazzere
che collegavano Milo ai vicini centri montani.

Il volume testimonia la
presenza nel territorio di Milo di Filippo Tommaso Mar
inetti
nel 1925, e poi ancora
artisti
e intellettuali  come

Federico De Roberto,  Angelo Musco,
 
Rosina Anselmi ,
Ercole
Patti
,
Vitaliano
Brancati, Giuseppe Patanè;  del pittore Roberto Rimini; del
fotografo  tedesco Wilhelm von Gloeden
,

dell’ant
ropologo
Fosco Maraini,
del
compositore Giacomo Puccini, del tenore Beniamino Gigli,
 del
musicista Giuseppe La rosa  e Rosario Torrisi,
 
di Natale Scalia, del barone Carmelo Nicolosi di Villagrande,
 
del prof. Salvatore Citelli,

del prof. Maganuco che
coniò
il motto  dello stemma comunale “ In
memore
milensi salus” 
e poi ancora

di
tanti
uomini

politici,

senatori,
onorevoli,
vescovi,
monsignori,

che

arricchisc
ono
l’album storico de
l

borgo etneo,
località
turistica

scelta da tanti catanesi

per il clima e il paesaggio.

L’eruzione
del 1928,

che minacciò Sant’Alfio, Milo, e cancellò la
cittadina di
Mascali, 
l’avvento
della fillossera che rallentò
l’economia,
il

lavoro dei vigneti
e
segnò l’avvio del

fenomeno migratorio verso gli
Stati
Uniti, l’Argentina, il Brasile e
l’Australia,
sono raccontati nel volume con la ricchezza di nomi, aneddoti e
documentazione fotografica.

Le
giornate di luglio e agosto del 1943, la presenza dei

soldati
tedeschi
e

inglesi, i
bombardamenti,
la
distruzione
della
chiesa sono
descritti
con

dovizia di
particolari,
come pure la presenza de
i banditi
Salvatore

Giuliano
e
Alfio

Barbera
nei
boschi di Milo e Fornazzo e poi ancora l’eruzione del 25 novembr
e

1950
che durò 372
giorni,
fino al 2 dicembre 1951, accompagnano il
lettore
che

viene coinvolto negli eventi che hanno segnato l’evoluzione
del
suggestivo borgo
etneo.

Il
volume,
edito
da Algra editore,
che
riporta una ricca bibliografia e un corredo di documentazioni
fotografiche,
pergamene

e carte
topografiche,
è

accompagnato da una nota dell’Autore, il quale consegna alle giovani
generazioni il frutto delle accurate ricerche al fine di
consolidare
la
 “memoria
del passato per
affrontare,
con minori incertezze e patemi d’animo il futuro”
.
L’intera
cittadinanza ha a
ccolto
con

riconoscenza il lavoro del prof.

Paolo Sessa, che è stato anche sindaco di Milo, in preparazione ai
festeggiamenti del settantesimo
anno
dell’autonomia
del comune di Milo.

 
Giuseppe Adernò