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Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Redazione

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi nelle nuove Linee Guida per l’Educazione Civica






“L’educazione
civica rappresenta una sfida educativa che nel dialogo quotidiano tra
docenti e
studenti, interessa tutti gli insegnamenti di una “scuola
costituzionale”, in
prima linea nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili”.


Questo
messaggio
del Ministro Valditara, ad apertura del nuovo anno scolastico pone al
centro
dell’azione didattica l’Educazione Civica, unica disciplina che porta
ancora la
denominazione di “Educazione”, termine che negli anni passati connotava
tutte
le materie scolastiche, convergenti nell’azione educativa e formativa
dello
studente, che si prepara ad essere “cittadino” attivo e responsabile al
termine
del percorso.


La
scuola che tende
alla formazione integrale della Persona, studente e cittadino, attiva a
scuola
un percorso didattico e formativo che non si limita alle sole
conoscenze, ma si
concretizza attraverso l’imparare facendo e proprio seguendo questa
strategia
di apprendimento è stato attivato da 35 anni in tante scuole e regioni
d’Italia
il progetto del “Consiglio comunale dei Ragazzi”.


Nel dossier delle
Linee guida per l’anno scolastico 2024-2025 vengono tratteggiati i
riferimenti
valoriali, i principi fondamentali dell’Educazione civica, le proposte   e le
indicazioni metodologiche per i diversi segmenti scolastici, in
relazione ai
tre nuclei concettuali: Costituzione; Sviluppo economico e
sostenibilità; Cittadinanza
digitale.

Il
traguardo per lo
sviluppo delle competenze sul tema “Costituzione” per il Primo ciclo di
istruzione,  recita: “Sviluppare
atteggiamenti e adottare comportamenti fondati sul rispetto di ogni
persona,
sulla responsabilità individuale, sulla legalità, , sulla
consapevolezza di
appartenenza ad una comunità, sulla partecipazione e sulla solidarietà,
sostenuti dalla conoscenza della Carta Costituzionale, 
dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione
Europea e della Dichiarazione Internazionale dei Diritti umani “.


 Tra le indicazioni proposte per conseguire
tali obiettivi si esplicita a pagina 10 l’attivazione del Consiglio
Comunale
dei ragazzi
, lezione di Educazione civica applicata, palestra di
democrazia
e di partecipazione.


Negli
Istituti
comprensivi vengono coinvolti come elettorato passivo gli alunni delle
classi
quinte elementari e seconde medie. Si svolgono nelle classi le elezioni
primarie per individuare i candidati, si preparano le liste con motti e
programmi, si svolgono i “comizi” per socializzare le proposte e
tutti
gli studenti della scuola secondaria di primo grado e i bambini di
quarta e
quinta primaria, come “elettorato attivo”  vive
l’esperienza del voto, esercitando il
diritto-dovere di votare,


 Questa esperienza, vissuta a scuola, lascia un
segno nella formazione degli studenti, i quali si sentono protagonisti
attivi
nella “scuola- piccola città”. Viene eletto il sindaco, i consiglieri,
gli
assessori ed insieme “ricercano il miglior bene” della comunità
scolastica.
Nella cerimonia di insediamento del Consiglio dei Ragazzi, quasi sempre
presso
la sala del Consiglio Comunale della Città, il sindaco dei ragazzi,
dopo aver
giurato con la mano sulla Costituzione e baciato la bandiera, indossa
la fascia
tricolore ed insieme agli assessori e ai consiglieri si impegna a “collaborare
per la crescita sociale e civile della comunità scolastica e cittadina”
.


Nel
corso dell’anno
progettano e realizzano attività sportive, tornei, gare, mostre, fiere,
feste,
per rendere la scuola viva e bella e se le attività vengono proposte
dai
ragazzi e da essi stessi messe in atto è già garantito il successo e si
registra
l’efficacia di un reale apprendimento, attraverso la modifica dei
comportamenti
e del modo di pensare, di sentire e di agire.


L’Educazione
civica
non resta così soltanto una “lezione”, ma si traduce in azione e in
stile di
vita, nella costante “ricerca del bene comune”.


L’esperienza
vissuta dai ragazzi sindaci, i quali hanno avuto anche l’opportunità di
visite
istituzionali alla Camera, al Senato, alla Regione, e di incontrarsi
con altri Ragazzi
sindaci nei Raduni nazionali, traccia un segno indelebile e nelle
scuole
superiori sono attivi nelle consulte degli studenti e diversi ex
ragazzi
sindaci sono diventati consiglieri, assessori e sindaci, portando
dentro la cultura
della sana politica.


Anche
Giulio
Regeni
, ucciso in Egitto, il 25 gennaio del 2016, da studente è
stato
sindaco dei Ragazzi di Fiumicello e viene ricordato per la coerenza del
suo
impegno civico.


L’Assemblea
Regionale Siciliana con la Legge n. 19 del 22 maggio 
2024, ha 
dettato le “Nome per il riconoscimento ed il sostegno della
funzione
educativa e sociale del Consiglio Comunale dei Ragazzi”,
 auspicando che vengano attivati in tutti i
Comuni dell’Isola.


 

Giuseppe
Adernò