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Concorsi

PALERMO, STANGATA SUGLI ASPIRANTI PRESIDI, RAFFICA DI BOCCIATI AL CONCORSO

Stangata sugli aspiranti presidi raffica di bocciati al concorso

Molti "superstiti" hanno ottenuto il minimo per superare la prova

L´elenco è stato pubblicato sul sito dell´Ufficio scolastico

SALVO INTRAVAIA

Resi noti gli ammessi in Sicilia alla prova orale del concorso per dirigente scolastico. Nell´elenco dei promossi non mancano le sorprese: parecchi presidi incaricati della provincia di Palermo e diversi vicari non ce l´hanno fatta.
Dopo mesi di spasmodica attesa ieri mattina l´ufficio scolastico regionale per la Sicilia, diretto da Guido Di Stefano, ha pubblicato l´elenco (disponibile all´indirizzo www.istruzionesicilia.it) dei nominativi di coloro che sono stati ammessi all´esame orale del concorso per dirigente scolastico. Nell´Isola ci sono in palio 200 posti di capo d´istituto (49 al superiore e 151 nelle scuole elementari e medie) che fanno gola. Infatti, le domande presentate dai docenti laureati siciliani sono state quasi cinquemila. Ma dopo i primi due compiti scritti la pattuglia degli aspiranti direttori didattici e presidi siciliani (ora tutti dirigenti scolastici) è stata decimata: gli ammessi agli orali sono soltanto 523. Su tutta la procedura vige il più stretto riserbo. La lista degli ammessi alla prova successiva – per «ragioni di privacy» – è stata pubblicata omettendo il punteggio ottenuto nei due scritti e in rigoroso ordine alfabetico. Ma coloro che sono riusciti a sbirciare l´elenco degli ammessi confermano che «le valutazioni sono state mediamente basse».
La maggior parte ha ottenuto il minimo per passare la prova, 21 su 30, e pochi sono riusciti ad ottenere 24 trentesimi. La cosa che sorprende maggiormente è che fra i partecipanti alla selezione c´erano quasi tutti i cosiddetti presidi incaricati (docenti che, in possesso dei requisiti previsti dalla norma, ricoprono la carica di capo d´istituto supplente) attualmente in carica nelle scuole di Palermo e provincia. Secondo quanto pubblicato lo scorso mese di settembre, nella sola provincia di Palermo, sono stati incaricati dal dirigente del Centro servizi amministrativi (l´ex provveditorato agli studi) 83 presidi incaricati. In pratica quasi una scuola su tre è diretta da dirigenti supplenti, che hanno le stesse responsabilità dei loro colleghi di ruolo ma uno stipendio nettamente inferiore.
Spulciando lo striminzito elenco degli ammessi all´orale pubblicato ieri mancano all´appello la quasi totalità degli incaricati. Su 83, coloro che sono riusciti a tagliare il primo traguardo della lunghissima e complicata selezione per sedere sulla poltrona più importante di una scuola sono soltanto 14. Ben 58 pur avendo presentato regolarmente istanza non è presente fra i promossi. Alcuni hanno gettato la spugna prima di cominciare. La maggior parte non è stata invece ritenuta all´altezza dalla commissione presieduta da Giuseppe Petrocelli, a capo della sezione Controlli della Corte dei conti siciliana. Fra coloro che hanno abbandonato o sono stati bocciati ci sono nomi illustri: presidi incaricati da anni, anche in scuole superiori di un certo prestigio, o vicari storici in istituti dove i genitori fanno la fila per iscrivere i figli. Gente abituata a dirigere la scuola, o a sostituire il dirigente scolastico anche per intere settimane, portando avanti tutte le attività in modo egregio. Eppure in parecchi non sono riusciti a passare neppure questo primo scoglio del concorso. Forse la farraginosa procedura di selezione – più volte criticata dagli addetti ai lavori – ha contribuito a disorientare i protagonisti. Una selezione – gestita a livello regionale su regole uguali per tutti – che prevede un numero esorbitante di prove: otto in tutto. La prima – selezione per soli titoli (culturali e di servizio) – ha ammesso alle prove scritte un numero di candidati pari a sette volte il numero dei posti in palio. In Sicilia hanno avuto l´onore di affrontare le prime due prove scritte solo 1.403 insegnanti – quasi tutti over 45 – su 4.900. Molti degli esclusi si sono rivolti al Tar ottenendo la sospensiva che ha consentito loro di partecipare lo stesso agli scritti.
Nell´elenco degli ammessi, uno su 4 (135 su 523) figura, infatti, ammesso con riserva. Ma per tutti il concorso è solo all´inizio. Gli ammessi, tra una ventina di giorni, dovranno affrontare due colloqui (uno di gruppo e uno individuale) e riceveranno un altro punteggio. Dopodiché sarà stilata un´altra graduatoria che servirà a stabilire chi (un numero di candidati superiore del 10 per cento rispetto al numero dei posti disponibili: 220, in Sicilia) potrà accedere corso di formazione di nove mesi. Terminata la "formazione" i superstiti dovranno affrontare e superare ancora due prove: una scritta e una orale. Solo allora potranno dire di avere vinto il concorso.