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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Voce alla Scuola

162° anniversario di John Dewey






Nato
a Berlington,
nel
piccolo Stato del Vermont,
il 20
ottobre 1859, John Dewey, il più grande pedagogista
del Novecento, viene oggi ricordato a Catania nella scuola 
Primaria Paritaria che porta il suo nome.


Considerato
il massimo esponente del pragmatismo
americano, il filosofo esprime le ragioni profonde, educative e
sociopolitiche,
dell’attivismo
pedagogico,
divenendo Maestro del Learning by doing,
che, attraverso l’imparare facendo
assicura agli alunni un apprendimento efficace e significativo.


Nel 1897 il pedagogista aprì una scuola
sperimentale presso l’Università di Chicago nella quale sostituì
le «lezioni» della scuola tradizionale con una serie di «attività» o di
«esperienze» che stimolano ancor più della trasmissione delle nozioni
teoriche i
processi di apprendimento dei bambini.


Le
classi lasciano
posto ai
 “laboratori”, scompaiono
i banchi, con le loro postazioni individuali, e vengono sostituiti da
tavoli
per il lavoro collettivo, scompaiono le materie di studio,
sostituite da
attività che nascono dagli interessi degli alunni e ne motivano le
ricerche; il
Maestro scende dalla cattedra, e si fa facilitatore degli apprendimenti
degli alunni,
guardando tutti e osservando ciascuno”.


Secondo Dewey l’attività
umana, e in particolare l’attività del pensiero, nasce ed è motivata
dall’azione
che genera “interessi”, tende alla ricerca di soluzioni dei problemi
reali che
la stessa attività pone agli alunni nel corso delle loro esperienze
come
problemi individuali e/o collettivi. Scriveva, infatti, «Dobbiamo
concepire il lavoro come metodi di vita e di
apprendimento, non come insegnamenti a sé.
 Dobbiamo
intendere il loro significato sociale, li dobbiamo considerare tipi dei
processi mediante i quali la società progredisce, operazioni con le
quali si
rendono familiari ai fanciulli certe primarie necessità della vita in
comune e
modi mediante i quali queste esigenze sono state soddisfatte dalla
crescente
penetrazione e ingegnosità dell’uomo; in breve li
dobbiamo considerare strumenti in virtù dei quali la scuola è
destinata a diventare una forma schietta di attiva vita in comune,
anziché un
luogo appartato dove si apprendono lezioni
”.


A
differenza degli altri pedagogisti,
Dewey non usa l’espressione comune di “ scuola attiva
”, bensì “scuola progressiva”
e indirizza, appunto, la sua visione educativa sul sentiero della pedagogia progressiva, intimamente connessa
con lo spirito
del metodo scientifico e dell’ideale democratico.


Nella
comunità scolastica
ciascuno è chiamato a portare il proprio contributo di
originalità e
creatività
, che
assume un valore sociale nella cooperazione
interpersonale, rendendo la scuola palestra di democrazia e luogo
privilegiato
di sviluppo sociale in direzione democratica.


La
democrazia – scrive Dewey – è qualcosa di più di
una forma di governo. È prima di tutto un tipo di vita associata, di
esperienza
comunicata e congiunta di persone che partecipano e condividono un
interesse
comune, apportando ciascuno il proprio contributo.


E’
democrazia l’estendersi dell’area degli interessi
condivisi e la liberazione di una maggiore varietà di capacità
personali», come
ha scritto Dewey ne “Il mio credo
pedagogico-
1897): “Il pensiero è un
processo attivo che dipende da un comportamento e da una credenza”.



La
pedagogia di Dewey anima e guida l’esperienza
innovativa e sperimentale della scuola Primaria ad indirizzo
internazionale, “scuola del pensiero intelligente”,
ospitata
presso la sede della Fondazione Valdisavoia, nella verde collina di
Cibali, con
tanto spazio verde e orti biologici.


I 18
bambini, genitori e docenti, festeggiano il
compleanno del titolare della scuola, mettendo in atto azioni concrete
di
apprendimento e di crescita culturale e sociale in simbolica unione
agli altri
studenti dell’istituto John Dewey di San Martino in Pensilis, in
provincia di
Campobasso.


 

Giuseppe Adernò