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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Voce alla Scuola

OPEN DAY: “Classe II A in esubero”






“Visitando la scuola, in occasione
dell’Open day, mi ha colpito la scritta sulle porte delle aule: classe
IA, classe
IIA, classe IIA in esubero, classe IIIA.


Mi
sentivo fortunato poter visitare i
locali della scuola media che mio figlio frequenterà il prossimo anno,
mentre
in altre scuole l’Open day si fa on line e dopo qualche minuto il
collegamento s’interrompe
per dare spazio ad altri.


L’iscrizione
si fa on line e quindi non
c’è alcun contatto neanche con la Segreteria.


 A mio parere il termine II A in
esubero
sa di eccedente, di superfluo, di discriminante, e
per usare un termine moderno e sociale “di scarto”.


Mi è
stato spiegato che in quell’aula
ci sono i ragazzi della seconda A che è stata sdoppiata nel rispetto
delle
norme Covid, considerato il numero degli studenti e gli spazi dell’aula.


Il
termine appare poco felice e la
scuola, che vuole essere “inclusiva”, non può utilizzare un’espressione
che ha
tutte le caratteristiche della discriminazione.


 


Questa
lettera di un genitore è molto indicativa nel segnalare alcuni errori e
formule
di comunicazione che la scuola-istituzione spesso adopera, come ad
esempio il
cartello: “Ai genitori è vietato entrare
molto più frequente oggi in tempo Covid-19.


Espressione
in contrasto con l’altra pedagogicamente corretta e segno di positiva
accoglienza: “In questa scuola i genitori
contano”.


Potrebbe
essere sufficiente il cartello: “Si prega
di attendere”.


Si
possono far pervenire gli stessi messaggi adoperando espressioni
educativamente
più idonee e attente ai principi di valorizzazione delle persone, dei
ruoli e
dei compiti.


La
qualificazione “classe in esubero” stigmatizza una realtà di persone
oltre che
di spazio aula. Sentirsi “alunno della classe in esubero” suona come
espressione poco attenta a quella centralità dello studente che a
scuola cresce
e diventa uomo, persona, cittadino.


Gli
alunni di questa classe hanno come docenti i “supplenti
Covid”
, termine attribuito a quei docenti nominati in
sostituzione dei “docenti fragili” che
per motivi precauzionali di salute non possono prendere servizio a
scuola ed
anche a quei docenti nominati a seguito dell’ampliamento dell’organico
delle
classi per il distanziamento dei banchi.


Con
il Covid l’organico dell’autonomia ha subito un notevole incremento e
tale
criterio che, come ha detto la Ministra Azzolina, “è una
vittoria sulle classi pollaio
” dovrebbe rimanere valido anche
dopo la crisi pandemica e quindi l’ampliamento dell’organico
diventerebbe
effettivo e duraturo.


L’inserimento
delle forze giovani nella scuola è salutato come un segno di positività
e d’innovazione,
i giovani docenti, pieni di energia e tecnologicamente più preparati,
hanno
portato una vera carica di entusiasmo e di voglia di fare.


 La scuola dopo il Covid sarà diversa e si
auspica che sarà migliore.


Giuseppe Adernò