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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Voce alla Scuola

All’Europeo si ritornerà tra i banchi






Il suono della campanella, sorda al silenzio dei
corridoi, il colonnato del Vaccarini, che avvolge
l’eco delle voci in fila per il pranzo …

Il Convitto sembra respirare solitudine, quasi come un albero cui han
tagliato le fronde, le più
basse, ma anche le più verdi e rigogliose.

Le nuove aule con i banchi, tutti incolonnati nel rispetto del
protocollo di distanziamento, son
là, sospese nel tempo dell’incertezza, finalmente pronte ad accogliere
gli alunni.

Pur tuttavia, ancora i piccoli semiconvittori della primaria e della
secondaria di primo grado
corrono in cortile nella pausa dopo pranzo, seguiti dalle loro
educatrici che, attente, ricordano
loro di tener ben salda la mascherina al viso, come farebbe Zorro in
una combattuta azione di
salvataggio della sua bella señorita.

Presto bambini, è ora di fare i
compiti
, gridano loro con fermezza, e subito i piccoli
riprendono
l’impegno scolastico, che, al Convitto, si sa, non finisce mai, ma li
farà crescere forti nella
mente e nello spirito.

Nonostante tutto il Convitto non si arrende … Verranno ancora i giorni
di lezione in presenza,
con le aule dense di sapere, i pranzi dello chef, i gran galà col ballo
di fine anno, le giornate
della più sfrenata creatività, le feste di carnevale con il gruppo più
votato per la maschera più
bella, che stavolta li renderà tutti diversi e non tutti uguali,
impauriti dall’altro, ma l’altro è
nostro amico, l’altro è nostro fratello.

Torneranno i momenti belli, gli abbracci, i sorrisi non nascosti, e, in
attesa del prossimo giorno
di normalità, il Convitto si prepara ad accogliere i suoi figli.

Il restauro, realizzato e fortemente voluto dal Rettore prof. Stefano
Raciti, ha dato nuova luce
al palazzo, rinnovando gli ambienti, ripristinando antiche espressioni
monumentali, anche con
un pizzico di modernità, quale l’illuminazione della sala pranzo e
delle aule.

Imponente è il restauro dei due ingressi da via Vittorio Emanuele e del
vice rettorato sul
cortile Vaccarini, successivo a quello del portone di legno sullo
scalone monumentale che si
apre su via Teatro Massimo.

Valorizzare è anzitutto un’operazione
culturale prima che muraria
, ne è dimostrazione il
restauro delle cornici in pietra di Billiemi, che, grazie alla maestria
di esperti artigiani, sono
state scalpellate, martellinate, anticate, subbiate, levigate, e, pur
partendo da elementi
codificati, il risultato è unico.

Infine l’Aula Magna, in attesa del restauro dei preziosi affreschi alle
pareti, rappresenta il
cuore pulsante del Convitto, luogo di sapere dove si svolgono
conferenze, incontri culturali e
perché no, anche aula che, per favorire il distanziamento, con molta
umiltà, ha ospitato lezioni
degli studenti, come sempre rispettosi del decoro e della cura degli
ambienti scolastici.

Ben si adattano poi alla didattica laboratoriale del Liceo Europeo, le
nuove aule con i
famigerati banchi a rotelle, così come li chiamano sui social, in
realtà sedute monoposto che,
oltre a realizzare il distanziamento di sicurezza all’interno
dell’aula, consentono di modificare
in tempo reale l’assetto della classe, creando gruppi di lavoro
eterogenei. Con questi banchi di
nuova concezione, il docente può disporre facilmente la classe in
maniera sempre diversa,
realizzando nuove forme di didattica innovativa, strutturata per gruppi
di studenti, tipica
delle attività di laboratorio che contraddistinguono il nostro Liceo.

Il ripristino del laboratorio linguistico rivedrà all’opera docenti di
lingua e lettori madrelingua
impegnati nello sviluppo delle competenze linguistiche dei discenti,
mirando agli obiettivi del
conseguimento delle certificazioni linguistiche per tutti gli ordini di
scuola del Convitto, e del
diploma ESABAC e portfolio CERTILINGUE che, in particolare,
caratterizzano il curriculum dei
diplomati all’Europeo.

Il laboratorio informatico, con le nuove attrezzature acquisite con i
fondi europei, troverà
sistemazione in una delle nuove aule del Convitto, dove la volta del
tetto, completamente
restaurata, come in tutte le aule del piano superiore, farà da regina,
alzando gli occhi per
ammirare lo splendore dei tempi passati.
Insomma, si tornerà presto a lezione in presenza al Convitto, con
ottimismo e positività,
superata questa catastrofe sanitaria e sociale; nonostante sia
bicentenario, il Convitto tornerà
a respirare aria di giovinezza, grazie ai suoi studenti che torneranno
a vivere la loro vera vita
di studenti, tutti insieme, vicini ancora come una famiglia.

Cinzia Nigro