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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Scuola pubblica e o privata

PROVE TECNICHE DI APERTURA DELLA SCUOLA con gli alunni di terza media e gli studenti della maturità. Proposte al Ministro Azzolina e al Presidente Conte.







Ascoltando
il dibattito a Montecitorio e sentendo le diverse opinioni dei nostri
Parlamentari, rappresentanti del popolo italiano, si rimane perplessi e
incerti
sul futuro della nostra bella Italia.
In
più interventi è stata citata la scuola, i bambini, il danno
psicologico, le
difficoltà delle famiglie, quando a maggio i genitori potranno
riprendere il
lavoro, e per di più senza poterli affidare ai nonni.
E’
stato detto che in Francia la scuola riprenderà a maggio. In Italia no!

Si
chiede alla Signora Ministro: sono forse più bravi i Francesi, meno
contagiati,
più attrezzati, più incoscienti?
Negli
interventi dei Parlamentari è risuonata più volte la parola “rinascita”.
La riapertura delle scuole è un segno di effettiva
rinascita del Paese, dopo questa triste primavera segnata dalla crisi
sociale,
economica e culturale, a causa  del
Coronavirus.

Perché
non fare delle prove tecniche di
apertura
della scuola facendo
ritornare, anche se solo per quattro settimane almeno i ragazzi di
terza media
e delle quinte classi per riprendere i contatti con i docenti e nello
stesso
tempo verificare con pochi alunni e studenti come mettere in atto
quelle norme
di protezione e di sicurezza igienica che si dovranno adottare a
settembre,
quando riprenderanno le lezioni: uso del gel igienizzante, dispositivi
di
sicurezza per il personale, distanziamento dei banchi, disinfestazione
dei
locali e con pochi alunni nelle classi tutto ciò sarà possibile.

Abbiamo
sentito in questi giorni tanti insegnanti che hanno affermato: “Mi mancano i miei alunni!”; “Sono stanco di
fare lezioni solo online”.
Oppure ragazzi che hanno scritto tra i
messaggi WhatsApp,
in modo diverso e quasi con stupore: “La
scuola era impegnativa, per certi versi una rottura, però ci manca”;
“Ci
mancano le vere relazioni”; “Ci mancano di brutto i compagni e pure i
prof”;
“La scuola dava un ritmo alle nostre giornate”; “La scuola dava un
senso alla
nostra esistenza”.  
Andare a scuola
non è solo il sogno dei ragazzi delle foreste africane.

Anche
se saranno tutti ammessi, Signora Ministro, non ritiene 
opportuno che i ragazzi di terza media, che
hanno provato in questi mesi la triste esperienza del distanziamento
concludano
l’anno scolastico ritrovando i compagni di classe, gli insegnanti, la
propria
scuola, e, quindi sentire la responsabilità e l’importanza dell’esame
conclusivo
del ciclo scolastico, così pure anche gli studenti di quinto anno, che
a giorni
affronteranno gli esami maturità “speciali” in tempo di Coronavirus.
Si
potranno avviare anche delle prove tecniche di esposizione della tesina
o delle
tematiche del colloquio d’esame con i docenti che li conoscono e
potranno
continuare ad aiutarli per far emergere le competenze acquisite nel
corso del
triennio o del quinquennio.
Al Presidente Conte, che ha ripetuto
l’impegno del Governo perché: “nessuno dovrà
perdere il lavoro
”, si
fa presente che il 30% delle scuole pubbliche paritarie è destinato a
chiudere
entro settembre“. Continuano ad erogare un servizio pubblico e non ci
sono più
soldi per pagare i dipendenti; si pagano tutte le utenze ma non
arrivano rette
sufficienti per far fronte alle spese di gestione.
Le
dichiarazioni e le promesse se non diventano concretezza e restano
parole
vuote, pronunziate per “dare aria ai
denti, coperti dalle mascherine”.

Tante
scuole paritarie sono al collasso, i genitori non possono pagare le
rette, si
rischia la chiusura di tanti centri di educazione, dove s’invera il
principio
costituzionale della libertà di scelta educativa.

180.000
tra docenti e operatori scolastici,
sono
rimasti
senza stipendio
, perché
i genitori non pagano le
rette; il personale

ausiliario avrà il beneficio della cassa integrazione chissà quando e a
giorni
dovrà riprendere il lavoro. Con quale
animo?
I docenti si sono inventata la “didattica a distanza”, per continuare a
stare
vicini ai propri alunni.
E’
questa la “buona scuola” che fa grande l’Italia?
Pensiamoci.
Signora Ministro, sappiamo che è stato fatto un decreto, ma può essere
modificato. Basta volerlo!
Martin
Lutero ha detto “Se vuoi cambiare il
mondo, prendi la tua penna e scrivi
”. Questa è una buona occasione
e tra
gli scritti di Giacomo Leopardi si legge: “Sono
convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la
possibilità
di cambiare il nostro destino”
.
Altri
autori di prestigio hanno affermato che “Se
non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero
vivendo”.
(Anatole
France); “Non c’è crescita senza
cambiamento
.(Roy T. Bennett)
Questi
aforismi, Cara Ministro, Le siano di aiuto per pensare e decidere.
Chi non muta mai la sua opinione è come
acqua stagnante e alleva rettili nella mente
”.(Marion Woodman.)

Giuseppe
Adernò