Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Costume e società

Dico e mi contraddico: L’uomo non è un burattino

Se l’uomo fosse un
burattino in balia dei propri appetiti, sarebbe una bestia piuttosto
che un essere razionale – Per fortuna egli è un animale che sa
controllare gli impulsi istintivi; è la cultura dell’umanesimo
cristiano che lo salva, rendendolo capace di interagire con i suoi
simili in forza della sua intelligenza e della civiltà della parola
“aperta” al dialogo, e sensibile all’ascolto delle ragioni dell’altro.
Si direbbe che l’uomo si ritrova e si scopre tutto nelle le sue azioni
consapevoli e volontarie. Come scrive L. von Mises: “In principio c’era
l’atto […] Il concetto di uomo è soprattutto il concetto di un essere
che agisce;… di un essere che aggiusta il suo comportamento
deliberatamente”, in modo “cosciente e responsabile”. Ciò non significa
che l’uomo non possa sbagliare. Errare – si sa – è umano. Ma gli sbagli
sono sempre “personali”, cioè imputabili all'”azione individuale “, non
si possono demandare alla società, poiché “la società – afferma sempre
L. von Mises – non esiste che nelle azioni degli individui”.

Cultura dell’umanesimo cristiano – dicevamo – perché è stato proprio
questo a privilegiare al massimo il valore della coscienza
dell’individuo,  come, anche,  a gettare i semi
dell’umanitarismo, della libertà e della uguaglianza fra gli uomini,
che fruttificheranno molti secoli più tardi, mutatis mutandis.

Nuccio Palumbo