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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Costume e società

I lavoratori del Cannizzaro e delle scuole di Catania disertano l’assemblea territoriale di strada convocata dal prof. Tomasello Franco, FL-CGIL

Passa il tempo ma di docenti e ATA delle scuole non se ne vede neanche l’ombra.  Eppure erano attese migliaia di persone, cioè i 230 docenti del Cannizzaro e i 75 ATA e tutti il personale delle scuole viciniori a cominciare dal vicino Gemmellaro.

Attesa lunga e vana sino alle ore 10.30 e poi la segreteria batte in composta ritirata.

La provocazione è stata respinta dagli stessi lavoratori compresi gli iscritti alla stessa CGIL, imbarazzati per il comportamento avvenirista del loro gruppo dirigente locale.

 

 

 

 

Non credevano ancora ai loro occhi! Entrano a scuola Nasca, Maggio, Poma e compagni e vanno verificare con il DSGA  l’albo sindacale dove era affissa regolarmente la loro convocazione.

Come è possibile,  chiedono, che i lavoratori se ne sono rimasti sul posto di lavoro e non sono scesi in strada ? Mah!

 

Eppure segnali premonitori del fallimento ve ne erano molti:

La RSU di quella scuola con un duro comunicato li aveva condannati; e la RSU viene eletta democraticamente dai lavoratori e quindi ha i numeri e la rappresentatività. A meno di pensare che la RSU faccia comodo quando ubbidisce alle segreterie provinciali e sia di fastidio quando ragiona con la propria testa. La vecchia concezione stalinista.

Le scuole viciniori avevano negato l’autorizzazione applicando correttamente la disposizione dell’ARAN che impedisce le assemblee all’aperto.

Lo stesso CSA di Catania, questa volta, si è schierato dalla parte delle scuole Autonome.

La magistratura di Catania aveva con l’ordinanza del giudice Puglisi dato ragione al Cannizzaro.

Gli altri sindacati provinciali della scuola si erano espressi negli anni passati contro le assemblee di strada con memorie depositate nei giudizi pendenti.

L’ASAS Sicilia si era espressa allo stesso modo. Così come l’ANP e via via tutti gli attori politici e sindacali.

L’isolamento politico e sindacale della segreteria avventurista della CGIL era totale.

 

La storia sindacale poi insegna che i lavoratori si sono conquistati con dure lotte  il diritto di svolgere assemblee nel posto di lavoro, mentre a Catania la CGIL  invece di usare i locali delle scuole  li  butta in strada ! Il mondo al rovescio.

 

Si dimetta il segretario provinciale e chieda scusa ai lavoratori. Altrimenti il sindacato regionale e nazionale dovrebbe commissariare Catania, quantomeno per tutelare la sua immagine.