Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Dirigenti Scolastici

Arriva il decreto Miur che salva gli aspiranti presidi in stand by e i ricorrenti del precedente concorso. Ma per Anief è tutto illegittimo

Il
sindacato avvia un ricorso al Tar Lazio contro il D.M. 499/2015 per i
più di 2mila ricorrenti che hanno un procedimento in atto anche avverso
l’ultimo bando di concorso, il D.D.G. 2011. Messo a disposizione un
modello di diffida per l’inserimento negli elenchi/integrazione degli
ammessi al corso-concorso che saranno trasmessi entro il 24 luglio
dagli Uffici Scolastici Regionali al Miur, da inviare entro il 31
luglio, data di scadenza per le adesioni da effettuare sul Portale
ANIEF.
Nuovo pasticcio-imbroglio del Miur sulla vicenda dei presidi
dell’ultimo concorso in attesa di essere assunti per evitare che il
contenzioso travolga le nomine già effettuate: ancora una volta, si
violano le regole sulla trasparenza nell’accesso al pubblico impiego,
senza pubblicare la lista degli aspiranti o prevedere l’invio di
domande. Il bando è illegittimo. Il sindacato impugnerà con motivi
aggiunti anche gli elenchi trasmessi dagli Uffici Scolastici Regionali
dei candidati, laddove non contemplano l’ammissione di chi ha ancora
attivo, in primo o secondo grado, un ricorso in tribunale avverso
l’ultima procedura di selezione per l’evidente incostituzionalità della
norma. Potrebbero essere più di 2mila i ricorrenti, c’è tempo sino al
31 luglio.
Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): quella presa a Viale
Trastevere è una decisione illegittima. Perché lascia per strada tanti
docenti. Come sindacato, impugneremo gli elenchi trasmessi dagli USR
dei candidati, in tutti quei casi che non contemplino l’ammissione di
chi ha ancora attivo un ricorso in tribunale avverso l’ultima procedura
di selezione per l’evidente incostituzionalità della norma.
Ancora un pasticcio del Ministero dell’Istruzione sulla vicenda dei
tanti concorsi regionali per diventare dirigente scolastico negli
istituti pubblici mai arrivati a conclusione, perché investiti da
contenziosi infiniti. Alcuni vincitori “congelati” attendevano
speranzosi che la riforma della scuola sanasse la loro incresciosa
situazione, quella venutasi a creare malgrado fossero stati giudicati
vincitori e idonei alla selezione pubblica, ma dai commi 87 e a seguire
della Legge 107/2015 è arrivata una “ciambella di salvataggio” solo per
sanare una parte del contenzioso pendente nei tribunali. Dimenticando,
clamorosamente, tutti coloro che, dopo aver partecipato alla selezione
bandita dal Miur nell’estate del 2011, hanno ancora attivo, in primo o
secondo grado, un ricorso in tribunale.
In particolare, la riforma, ai commi 87 e 88, riporta che “al fine di
tutelare le  esigenze  di  economicità dell’azione
amministrativa e di prevenire le ripercussioni sul sistema scolastico
dei possibili esiti del contenzioso pendente relativo ai concorsi per
dirigente scolastico” si procede all’attivazione di “un corso 
intensivo  di formazione   e  
della   relativa   prova  
scritta   finale” che verrà frequentato dai “soggetti già
vincitori  ovvero  utilmente  collocati  nelle
graduatorie ovvero che abbiano superato positivamente tutte 
le  fasi di  procedure   concorsuali  
successivamente   annullate   in   sede
giurisdizionale” dell’ultimo concorso per preside (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, 4ª serie  speciale, n. 56 del 15 luglio 2011)
e dei “soggetti che abbiano avuto una  sentenza 
favorevole  almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano
avuto,  alla  data  di entrata in vigore della presente
legge, alcuna  sentenza  definitiva, nell’ambito 
del  contenzioso  riferito  ai  concorsi 
per  dirigente scolastico   di  
cui   al   decreto  
direttoriale   del   Ministero dell’istruzione,
dell’università e della ricerca 22  novembre  2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 94 del 
26 novembre 2004, e al decreto del Ministro della pubblica
istruzione  3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
4ª serie speciale  n. 76 del 6  ottobre  2006”.
Poche ore fa è stato emanato dal Ministero dell’Istruzione il
conseguente decreto, il 499/2015, che darà modo agli Uffici Scolastici
Regionali dar luogo agli adempimenti richiesti per sanare la situazione
dei dirigenti scolastici rimasti in stand by. Nel provvedimento
ministeriale, però, ancora una volta vengono violate le regole sulla
trasparenza nell’accesso al pubblico impiego, non vi è alcun
riferimento alla lista degli aspiranti dirigenti scolastici, né si
prevede l’invio di domande di accesso ai corsi.
L’obiettivo del ricorso sindacale è l’accesso diretto ai Corsi
intensivi di formazione per l’accesso ai ruoli di Dirigente Scolastico
2015, indetti dal MIUR con D.M. n. 399/2015. Il ricorso richiederà, in
particolare, l’ammissione diretta ai corsi ministeriali anche per tutti
quei candidati ricorrenti che hanno un contenzioso attivo con sentenza
non definitiva avverso il D.D.G. del 13 luglio 2011 e che l’art. 1,
comma 88, lettera b) della Legge 107/2015 esclude platealmente.
Per  aderire, bisogna seguire le procedure presenti sul Portale
ANIEF entro il 31 luglio 2015, previo invio del modello di diffida.

Anief.org