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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Dirigenti Scolastici

I dirigenti delle istituzioni scolastiche statali devono essere inquadrati nell’area della dirigenza pubblica

Gentile Direttore, ci
preme segnalare una petizione aperta, sottoscritta, per il momento, da
più di 200 Dirigenti Pubblici delle Istituzioni scolastiche Italiane in
modalità on-line. Il D.d.L. n. 1577 – recentemente approvato dal Senato
della Repubblica – esclude i Dirigenti scolastici dall’ Area della
Dirigenza Pubblica ed è per questo che è stata elaborata, la presente
che chiede il reinserimento dei D.S. nell’area della Dirigenza pubblica
attraverso il D.d.L. 2994 in discussione alle Camere.

La petizione può essere ancora sottoscritta dai D.S. cliccando sul
seguente

https://docs.google.com/document/d/18Tp1GBjCelm6dpH0A7Nprw4uI5CP47152g2xA8pfkaA/edit

e inserendo nome, cognome e sede di servizio.

Prime firmatarie della petizione:
M. Augusta Mozzetti, Dirigente scolastica,I.C. v. Casalotti, 259, Roma
Roberta Moncado, Dirigente scolastica, L.S. G.Peano, Monterotondo, Roma

***********************************

NOI DIRIGENTI PUBBLICI DELLE
ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI

Crediamo che

  • nella fase di discussione alle Camere del D.d.L. n. 2994 di
    riforma della scuola vi sia l’assoluta necessità d’inserire nel 
    predetto D.d.L i Dirigenti scolastici nella più ampia area della
    Dirigenza pubblica;
  • i Dirigenti scolastici, pur essendo stati  inquadrati con
    il  D.L. 30 Marzo 2001 n. 165  nella Dirigenza, con la
    conseguente attribuzione delle responsabilità a questa collegate, a
    tutt’oggi non hanno visto compiuti né l’inquadramento economico
    relativo, né l’autonomia per l’esercizio del ruolo, diritti già
    attribuiti agli altri Dirigenti di Area pubblica;
  • si determini un’evidente discriminazione di trattamento, a parità
    di ruolo e responsabilità, tra i Dirigenti scolastici e quelli
    dell’Area pubblica;
  • il servizio scolastico pubblico, il più esteso in Italia a
    vantaggio dei cittadini, e che per sua natura e  scopo  si
    qualifica come l’elemento fondante e portante dell’intero Paese rimanga
    , sul versante della Dirigenza, nella più totale ambiguità di ruolo e
    di  poteri, poiché viene negata alle Istituzioni scolastiche e al
    Paese tutto una Dirigenza dal qualificato profilo professionale;
  • ciò risulti oltremodo gravoso considerato che il recente D.d.L.
    n. 1577 ha escluso i Dirigenti delle scuole statali dall’area della
    dirigenza pubblica, negando così un diritto già esercitato negli
    anni  a partire dal D.L. n. 165/2001 mediante  lo
    svolgimento  dello specifico ruolo;
  • pur esercitando compiutamente i compiti che gravano sui Dirigenti
    pubblici i DS siano stati, nei fatti,  esclusi  dai 
    benefici economici e dalle prerogative di Autonomia che tale ruolo
    necessariamente comporta.

NOI DIRIGENTI SCOLASTICI 
STATALI 

Ribadiamo
DI ESSERE  A TUTTI GLI EFFETTI DIRIGENTI PUBBLICI  IN QUANTO:

  • Rappresentanti legali delle Istituzioni scolastiche;
  • Responsabili per l’organizzazione, la gestione e la
    rendicontazione delle Istituzioni scolastiche statali eroganti servizio
    pubblico,  con un numero considerevole di dipendenti mediamente
    100 a fronte dei Dirigenti  che dirigono Uffici pubblici composti
    mediamente da 10 unità;
  • Responsabili, come datori di lavoro, nel  Sistema di
    prevenzione e protezione  delle Istituzioni scolastiche  e di
    quanto attiene la sicurezza degli edifici scolastici, della gestione di
    un corretto rapporto interistituzionale finalizzato alla sicurezza
    (EE.LL., territorio etc..); (D.lgs n.81/2008 e successive integrazioni);
  • Rappresentanti la Parte Pubblica, ovvero lo Stato italiano, nel
    tavolo di contrattazione sindacale;
  • Responsabili, nella contrattazione, per quanto riguarda le
    materie dell’informazione preventiva e successiva, per la regolare
    applicazione del contratto e per la redazione della relazione pubblica
    di accompagnamento dello stesso contratto integrativo;
  • Responsabili per tutte le procedure della privacy D.lgs n.
    196/2003; 
  • Responsabili delle procedure di indizione e svolgimento dei 
    bandi di gara finalizzati all’erogazione dei servizi; 
  • Sottoscrittori di contratti di lavoro, nonché  di tutti i
    contratti  che regolano la vita scolastica;
  • Responsabili per la gestione dei TFR, dei pensionamenti, delle
    ricostruzioni di carriera del personale, delle graduatorie docenti e
    alunni e dei contenziosi;
  • Datori di lavoro  nell’applicazione dei regolamenti
    disciplinari docenti e ATA e  per l’applicazione delle sanzioni ai
    dipendenti fino a  dieci giorni di sospensione dall’attività
    lavorativa;
  • Nominati dall’Amministrazione, spesso in sua vece, in qualità
    di  difensori del MIUR in contenziosi amministrativi e civili;
  • Responsabili per la redazione del Programma annuale, dei
    risultati perseguiti mediante questo e della regolarità amministrativa
    e finanziaria da sottoporre ai revisori dei conti mediante dettagliate
    relazioni di accompagnamento sia del Programma annuale che del Conto
    consuntivo
  • Responsabili dell’applicazione delle norme sulla trasparenza,
    l’anticorruzione, la semplificazione, la dematerializzazione  con
    annessa realizzazione a norma dei siti scolastici (gov.it);
  • Responsabili per il buon andamento degli OO.CC. sia in qualità di
    Presidenti e coordinatori del  Collegio docenti  e della
    Giunta esecutiva che come garanti della sollecita e corretta regolarità
    nell’applicazione delle delibere dei Consigli d’Istituto;
  • Responsabili del PAI (Piano annuale di Inclusione),
    dell’integrazione degli alunni con disabilità, della gestione dei casi
    di alunni con Bisogni Educativi  Speciali pur nella concreta
    difficoltà di garantire il diritto al  sostegno didattico in
    assenza di organico e con l’obbligo di doverlo assicurare in
    applicazione delle sentenze del TAR che seguono i ricorsi presentati
    dalle famiglie;
  • Responsabilità in merito all’esecuzione degli opportuni
    interventi programmati dal GLI e dei GLH Operativi e ai rapporti con le
    ASL, le cooperative degli assistenti igienico-sanitari, educativi e
    tecnici;
  • Presidenti dei consigli di classe,  nella fase degli
    scrutini quadrimestrali e finali;
  • Presidenti del Comitato di valutazione del servizio dei docenti e
    Referenti per il Gruppo di lavoro sull’Inclusione;
  • Responsabili del sistema di valutazione e autovalutazione 
    (prove Invalsi, questionari scuola, RAV…) e dei risultati complessivi
    raggiunti in riferimento agli obiettivi  previsti nel piano
    dell’offerta formativa da rendicontare all’utenza;
  • Curatori dei rapporti con  gli Enti istituzionali esterni e
    rappresentanti legali  dell’Istituzione scolastica nelle reti
    territoriali orizzontali e verticali;
  • Preposti all’organizzazione di tutti gli Uffici, anche degli
    Uffici di segreteria (D.lgs n.150/2009);
  • Presidenti, a titolo gratuito, ma obbligatorio (in quanto
    incaricati d’Ufficio), delle Commissioni d’esame di Stato di sc.
    secondaria di I grado in altra Istituzione per il mese di Giugno 
    e di fatto responsabili per tutta la durata degli esami di quanto
    accade in due differenti Istituzioni scolastiche.



Segnaliamo che
Da anni i Dirigenti scolastici si fanno carico della sostenibilità
dell’intero sistema nei territori, dovendo assumere continue reggenze
di scuole senza titolari;  nell’a.s. 2015/2016  le reggenze
saranno almeno 1.800 e forse 2500 nell’a.s. 2016-2017.

A seguito del dimensionamento scolastico sono state create  delle
megaistituzioni  (IISS) con più sedi, fino a 17, dislocate a
notevole distanza le une dalle altre e che ciò ha comportato un
notevole aggravio per lo svolgimento dei compiti  di
organizzazione e gestione degli Istituti.

Le responsabilità dirigenziali, che ci impegnano presso le scuole
ininterrottamente per dieci/ dodici ore di lavoro giornaliero, sono
oltremodo aumentate negli anni recenti, rendendoci imputabili di tutto
quanto accade nell’Istituzione da noi presieduta; tutto questo mentre
diminuiscono gli strumenti istituzionali a  sostegno del nostro
operato.

Paradossalmente  i nostri  stipendi,  anziché 
essere finalmente equiparati a quelli dei Dirigenti  pubblici,
sono stati recentemente  decurtati di circa € 300/400 
mensili. Il Governo si era impegnato a restituire tali somme ma 
ciò ancora non è stato fatto.

A seguito delle predette decurtazioni stipendiali, per assurdo, a fine
carriera un Dirigente scolastico percepisce poco più di un professore
di scuola secondaria.

Le parti fissa e variabile dello stipendio differenziano ciò che
percepisce un Dirigente di area Pubblica da quello che percepisce un
Dirigente scolastico e poiché queste costituiscono il valore che lo
Stato dà all’Unità diretta dal Dirigente (Ufficio/scuola) ne consegue
l’inevitabile riflessione  che per lo Stato la Scuola valga meno
di un Ufficio.

Per quanto attiene la retribuzione per la posizione di risultato,
mentre i Dirigenti scolastici sono soggetti a valutazione certificata,
quelli degli Uffici pubblici no, pur percependo per tale voce dai 20
mila ai 50 mila euro annui.

In riferimento a quanto sopra esposto
NOI  DIRIGENTI PUBBLICI DELLE
ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI

CHIEDIAMO

che nel D.d.L. di riforma della scuola  n. 2994 in discussione
alle Camere si porti a compimento, come logica conseguenza della D.lgs
n. 165/2001, il nostro inquadramento nella comune Area della Dirigenza
Pubblica, a tutela di una più compiuta autonomia e per una scuola di
qualità al servizio del cittadino e della Repubblica.