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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Riforma

Riuscirà l’Europa a costruire il miglior sistema educativo entro il 2010?

Nella loro relazione intermedia del 20041  il Consiglio (istruzione) e la
Commissione europea invocavano urgentemente riforme dei sistemi europei
dell’istruzione e della formazione come presupposto per il raggiungimento degli
obiettivi economici e sociali dell’Europa. Essi hanno preso   l’impegno   di 
 riesaminare   con   scadenza   biennale   i   progressi   nell’attuazione   del
programma   di   lavoro   “Istruzione   e   formazione   2010”,   che 
 comprende   il   processo   di Copenhagen in materia di istruzione e formazione
professionale (IFP) e le azioni nel campo dell’istruzione superiore. La presente
relazione è la prima di questo nuovo ciclo. “Istruzione e formazione   2010” 
 rappresenta   anche   un   contributo   chiave   all’attuazione   dei   nuovi
orientamenti  integrati  per  l’occupazione  e  la  crescita2,  compreso  il 
Patto  europeo  per  la gioventù.
 
La  recente  revisione  di  medio  termine  della  strategia  di  Lisbona  ha
 confermato  il  ruolo centrale  dell’istruzione  e  della  formazione
 nell’agenda  europea  per  l’occupazione  e  la crescita.  Gli  orientamenti
 integrati  invitano  gli  Stati  membri  a  espandere  e  migliorare
l’investimento  in  capitale  umano  e  ad  adeguare  i  sistemi  d’istruzione
 in  risposta  ai  nuovi fabbisogni di competenze. In questo contesto il
Consiglio europeo ha chiesto di proseguire la piena applicazione del programma
di lavoro “Istruzione e formazione 2010”.
 
Il Consiglio ha sottolineato a più riprese il doppio ruolo – sociale ed
economico – dei sistemi d’istruzione e formazione. L’istruzione e la formazione
sono infatti un fattore determinante per le potenzialità di ciascun paese in
termini di eccellenza, innovazione e competitività. Al contempo esse sono parte
integrante della dimensione sociale dell’Europa, perché trasmettono
i valori della solidarietà, delle pari opportunità e della partecipazione
sociale e al contempo producono effetti positivi sulla sanità, sulla sicurezza,
sull’ambiente, sulla democratizzazione
e   sulla   qualità   complessiva   della   vita.   È   necessario   che 
 tutti   i   cittadini   acquisiscano conoscenze,  capacità  e  competenze  e
 le  aggiornino  costantemente  attraverso  l’istruzione permanente; bisogna
inoltre tenere conto delle necessità specifiche delle persone a rischio di
emarginazione  sociale.  In  tal  modo  contribuiremo  all’aumento  della  quota
 di  popolazione attiva e alla crescita economica, garantendo allo stesso tempo
la coesione sociale.
 
Investire nell’istruzione e nella formazione costa, ma a lungo termine le
ripercussioni positive in   termini   individuali,   economici   e   sociali 
 bilanciano   le   spese   sostenute.   Le   riforme dovrebbero  dunque
 continuare  a  cercare  le  sinergie  tra  politiche  e  economiche  e  sociali
 e obiettivi di politica sociale, due fattori che in realtà si rafforzano a
vicenda.
 
Queste  considerazioni  sono  estremamente  significative  per  l’attuale
 riflessione  in  corso nell’Unione riguardo al modello sociale europeo.
L’Europa si trova oggi ad affrontare enormi sfide   socioeconomiche   e 
 demografiche,   associate   all’invecchiamento   della   popolazione, all’alto
 numero  di  adulti  con  scarse  qualifiche,  all’alto  tasso  di
 disoccupazione,  ecc.  Al contempo  vi  è  una  necessità  crescente  di
 migliorare  il  livello  delle  competenze  e  delle qualifiche  sul  mercato
 del  lavoro.  



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