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Domenica 2 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Nuove Tecnologie

La Rete: grandi potenzialità, ma anche grandissimi condizionamenti!

Nella banda larga gli italiani siamo agli ultimi posti, ma per diffusione di cellulari teniamo il primato, come anche per l’utilizzo di Internet. Oltre il 95% delle famiglie possiede un cellulare; più di dodici milioni sono i possessori di smartphone, e circa sette milioni quelli di tablet. Anche se, poi, si scopre che la diffusione delle nuove reti sopra i 10 mega in Italia è ferma al 15% quanto a sottoscrizione, contro quella europea che va oltre il 60; e che il clabaggio arranca con molta lentezza e difficoltà. Ma questi ultimi rilievi riguardano solo i paradossi all’italiana, more solito.
Per il resto, bisogna ammettere che ormai nessun uomo mortale sfugge più , ahimè, nel mondo, allo stress digitale. Siamo tutti ormai assediati e intossicati da squilli, sms, mail, tweet: la “digital addiction” è la droga del terzo millennio. Sottoposti, come siamo, a questo costante bombardamento vibrante di suoni e icone, bippeggiante, notificante, lampeggiante, interagente, se non ci attrezziamo alla difesa in tempo, dandoci una regolata d’uso, finiremo per perdere definitivamente la testa, rischiando pure un pauroso instupidimento collettivo, un nuovo imbarbarimento culturale!
E allora, attenti, bisogna tenere la guardia alta. Nulla di troppo!: sia questa la vera regola di saggezza che deve ammonirci a non cadere negli eccessi e ad avere il senso della misura. L’oltranza del digitale tecnologico può produrre disturbi mentali irreversibili! E dipendenze fatali, anche, se è vero che in America, secondo dati di Google, l’85% di possessori di uno smartfhone non è mai uscito di casa lasciandoselo alle spalle! C’è la paura di non esistere se si è disconnessi; ci coglie l’ansia, il panico, al solo pensiero di potere smarrire o di dimenticare a casa il cellulare.
Grandi potenzialità offre la Rete, ma anche grandissimi condizionamenti!
E’ vero. Ma, si sa, lo strumento di per sé è neutro; sta solo a noi decidere l’uso che ne vogliamo fare: demonizzare la Rete non si può, né serve; come non servono ostilità preconcette circa l’utilizzo nella didattica, per es., dei nuovi device; non è affatto vero che le tecnologie digitali nell’istruzione “promuovono ignoranza”, al contrario, esse facilitano ricerche e condivisioni. Nulla di estremo; senza integralismi bisogna convincersi che ci serve Internet, ma senza farci usare, senza cedere alla malattia del multitasking , e, soprattutto, senza “perdere – come dice Marino Niola (antropologo della contemporaneità) il senso ultimo del silenzio, che è ridare alle parole il loro peso” e, aggiungiamo noi, il loro valore di riflessiva autenticità.

Nuccio Palumbo
antonino11palumbo@gmail.com

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