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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Progetti

36 milioni del progetto Spartacus buttati al vento mentre le scuole statali siciliane soffrono

Nel mentre le scuole
siciliane statali ancora aspettano l’erogazione della  dotazione
finanziaria per le spese di funzionamento amministrativo e didattico
per l’esercizio finanziario 2013 ( – Art. 7 L.R. 24.2.2000, n° 6. –
Cap. 373314), apprendiamo dal sito del CIAPI del decreto della Regione
che trasferisce allo stesso CIAPI ben 36 milioni di euro per assumere e
retribuire per 6 mesi 1760 dipendenti degli ex sportelli
multifunzionali dei disciolti Enti di Formazione Professionale
investiti dello scandalo della formazione in Sicilia. Si maschera un
provvedimento di natura assistenziale rivolto a 1800 persone,
praticamente in cassa integrazione, prosciugando risorse finanziarie
fresche dell’Europa  con la motivazione incredibile che altrimenti
la Regione  “ si troverebbe costretta ad interrompere un pubblico
servizio” e si definisce il servizio degli sportelli “ prestazione di
natura fondamentale”. Nessuno mai in Sicilia si è accorto o ha mai
saputo nulla di questi sportelli fantasma e di quali siano i benefici
che avrebbero prodotto in termini di formazione e di aumento
dell’occupazione. Roba da rasentare il paradosso, ribaltando quelle che
dovrebbero invece costituire scelte politiche strategiche e cioè di
valorizzare la scuola pubblica statale nsiciliana; e invece si punta ad
alimentare il carrozzone del CIAPI dirottando su di esso uno
stanziamento di 36 milioni che verrà bruciato in 6 mesi al solo scopo
di tenere in vita artificialmente una filiera che ha prodotto solo
scandali e arresti. Nella stessa delibera della Giunta Regionale si fa
riferimento alla “ eccezionalità e temporaneità “ del provvedimento
senza sapere o prevedere che cosa potrà succedere scaduti i 6 mesi ;
soldi buttati nella fornace che consuma tutte le risorse della Sicilia
e condanna la scuola pubblica dell’isola alla marginalità e agli ultimi
posti nella classifica nazionale. Perché mai avranno poi chiamato il
progetto con il nome dello schiavo che si ribellò a Roma resta un
mistero. Forse che gli sportellisti sono gli spartachisti?
Vedremo che cosa dirà la Corte dei Conti e l’Europa che ci mette i
fondi.

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