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Domenica 12 Luglio 2026 |
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Costume e società

Litigare fa bene

Litigare, in
via propedeutica,  fa bene! Può avere anche una funzione educativa
il litigio; può  contribuire a incidere  positivamente nella
formazione del carattere. Un ragazzino che non  bisticcia mai con
i suoi compagnetti, che non ha un moto si stizza mai, che non conosce
il confronto, lo scontro anche, se necessario,  che non reagisce
per “educazione”,  ma sempre subisce, non mi pare
antropologicamente uno  ben “formato”, ossia pronto all’agone
della vita, che è anche lotta per la sopravvivenza;  né
tantomeno  si può  crederlo  tout court uno stinco di
“santo”.
Litigare, in certi casi, oltre a non far male, è necessario: 
nella realtà della vita non sempre si può essere  con tutti
d’accordo, o con tutti passivamente accondiscendenti,  o
accomodanti : quando ci vuole, anche l’ira può esser santa e
chiarificatrice. Tutto sta, s’intende, a non esagerare. Anche il
litigio deve muoversi entro i binari del diverbio e dello
scontro-confronto-chiarificatore leali e  civili.  La coppia
che non litiga, fingendo che tutto vada bene,  il figlio che non
si scontra mai col padre, perché non osa contraddirlo, anche quando ne
abbia motivo,  l’uomo che subisce senza ribellarsi ad
un’umiliazione, ecc. ecc. ,  sono tutti  comportamenti di
soggetti  che non danno molto affidamento  di esser, poi,
effettivamente buoni, e buonisti.  Perché buoni e buonisti sempre
non si può essere! Costoro hanno solo evitato lo scontro (ma covando
frustrazioni e  risentimenti),  o  perché non abituati a
rapportarsi con gli altri, o perché  succubi di una
educazione  falsamente perbenista, ma  in realtà
pervicacemente  oppressiva e castrante, o perché schiavi  di
un  malinteso rispetto delle gerarchie hanno sempre abbassato il
capo, ma solo per piaggerìa,  e non per intimo convincimento.
Infine, perché deboli di carattere; o per tutti questi motivi messi
insieme.
Chi non ha mai litigato, e nel litigio o nell’ira  non abbia
forgiato e messo alla prova, almeno per  una volta, il proprio
carattere, è da guardare con un certo  sospetto. Al primo scontro,
al primo iroso litigio, cui non è mai stato abituato, il supposto
brav’uomo si può trasformare in diavolo,  può esplodere in modo
inconsulto,  barbaramente agendo!  E perciò, sbagliando,
naturalmente.

Nuccio Palumbo

antonino11palumbo@gmail.com