Vai al contenuto
Domenica 2 Agosto 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
9.786 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Umanistiche

IN DIFESA DEL CONGIUNTIVO

IN DIFESA DEL CONGIUNTIVO

Che fine ha fatto il modo congiuntivo? La sua agonia è ormai evidente, palese, e chi se lo ricorda più nel nostro odierno scarno modo di parlare? Soprattutto da Roma in giù vive già da tempo nell’oscurità, surclassato dal vincente e trionfante indicativo. E d’altronde che ce ne faremmo oggi, in un’era scientifica e razionale, di un modo carico di dubbi, perplessità, possibilità, senza mai una sola certezza? Già il fascismo lo aborriva, convinto com’era che gli italiani dovessero solo “credere, obbedire, combattere” senza esitare; e oggi neanche i giovani, gli unici che dovrebbero avere la testa piena di sogni, si cimentano ogni tanto con le immaginifiche possibilità del congiuntivo, nessun “oh, se fosse”, meglio se qualcosa semplicemente “è”. Eppure la scomparsa del congiuntivo dovrebbe farci riflettere: se perdiamo un’abitudine linguistica, non sarà questo spia del disagio più generale di tutto un mondo che aspira solo a ciò che è immediatamente percepibile e conquistabile? Insomma il congiuntivo scompare perché non serve più a nessuno, vuole solo farci dubitare, ragionare per assurdo e noi invece siamo presuntuosi e orgogliosi: perché vivere in bilico tra il dubbio e la verità? Eclissati, congiuntivo: non abbiamo più desideri, sogni, esitazioni, rimpianti. Ci basta l’arido indicativo, sterile misura del nostro angusto universo.

SILVANA LA PORTA

Le notizie come questa arrivano prima su Telegram Graduatorie, convocazioni e scadenze della scuola siciliana in tempo reale. Gratis. Unisciti al canale →