Vai al contenuto
Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
11.169 utenti registrati · 704 mln di pagine viste
Costume e società

Sturzo e le autonomie comunali

Uno Stato
si dice accentrato allorché tutte le funzioni fondamentali vengono
svolte da organi direttamente dipendenti da esso, senza che compiti
gestionali e di rilievo vengano demandati ai minori enti del suo
territorio. In base alla Costituzione, l’Italia, pur mantenendo
l’assetto di Stato unitario, ha assunto la forma di Stato decentrato,
nel quale le autonomie locali sono state potenziate (Comuni/ Provincia)
e si è istituito un ente, detto Regione con potere di legiferare su
determinate materie. ( da Stato e società, Dizionario di educazione
civica , ed. La nuova Italia, 1994)

LUIGI STURZO ( 8 giugno 1902 )
Autonomie comunali
[…] Però, lo spirito pubblico si va modificando…., sente una specie di
reazione …contro l’accentramento di  Stato, contro quella specie
di tutela esagerata e capricciosa delle autorità politiche e della
Giunta Provinciale Amministrativa , che non  hanno, in fin dei
conti, saputo tutelare nulla, e che hanno concorso con i loro “visto”
alla rovina dei nostri Comuni. […]Non tutti vedono chiaro il problema
delle autonomie comunali,[ …] Nell’interesse della vita economica
dell’isola è necessaria l’attività unita di tutti i Comuni siciliani, i
quali perciò devono funzionare più che come enti burocratici, come
organismi economici, e che per arrivare a ciò è necessaria l’autonomia
comunale[… ]   L’on. Maiorana, per il buon funzionamento del
Comune, come organismo naturale –sociale,  propone che:
“1) si distinguano razionalmente le funzioni dei diversi Comuni,
tenendo conto delle diversità di popolazione , territorio, mezzi
finanziari ;
2) si agevoli la costituzione dei consorzi fra Comuni, in modo che agli
interessi generali si provveda  con una più economica ed efficace
azione  collettiva ;
3) si inizi gradualmente, e per gli oggetti di maggiore importanza, il
referendum;
4) si istruisca una speciale magistratura locale per giudicare degli
atti delle amministrazioni comunali;
5) si  prepari e quindi vigorosamente si attui un’ampia e radicale
riforma tributaria, col doppio intento di distinguere nettamente le
spese di interesse comunale da quelle di interesse nazionale e di
separare i tributi locali da quelli dello Stato”. Giolitti ha posto il
problema della municipalizzazione, noi poniamo quello delle
autonomie.   ( Da “ La croce di Costantino”).

Nuccio Palumbo

antonino11palumbo@gmail.com