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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Lavoro

La aspettiamo al varco ministro Profumo, anzi sentiamo già il suo prossimo profumo… profumo di aria fritta

Al  Ministro Profumo, 

ai membri del Parlamento, 

al Presidente Napolitano, 

ai Partiti Politici,  ai
Sindacati

Un coordinamento di tutte le scuole della Locride e dell’intera
regione  Calabria,  interpretando il collettivo bisogno della
categoria docenti,  ha deciso di rivolgersi a mezzo stampa ed in
modo ufficiale  al Ministro Profumo, al MIUR    ed
al presidente Napolitano,  a tutti i partiti politici ed ai
sindacati, affinchè venga stralciato dalla bozza della Legge di
Stabilità, l’articolo 3  relativo alla scuola  ed in
particolare i commi 42-43-44-45 riguardanti l’innalzamento dell’orario
di lavoro  per i docenti da 18 a 24 ore settimanali che
imporrebbero con atto unilaterale e non condiviso dalla categoria
l’aumento capestro di un terzo dell’orario lavorativo senza alcuna
retribuzione, derogando così dai Contratti collettivi Nazionali. Si
stanno  stanziando nello stesso maxi-provvedimento,  ben 223
milioni di euro per gli istituti privati, mentre vengono progettati
tagli nella scuola pubblica per circa 700 milioni di euro. L’idea del
Ministro è silente, di un silenzio assordante, che stride ancor
di  più nel momento in cui  Profumo si continua a sottrarre
in questi giorni a qualsiasi comunicato ufficiale in merito e ad
ogni  confronto serio con i sindacati o con delegazioni di
docenti. C’è da chiedersi a chi mai il Ministro abbia chiesto parere
prima di dare il via alla discussione sulla bozza, eppure non è certo
privo del supporto di  un apparato “molto ricco” di
commissioni,  sottocommissioni, esperti, ispettori, personalità
accademiche che, uniti nello sforzo di costruire una scuola  di
profilo europeo, stanno semplicemente  compiendo un clamoroso e
colossale “atto  defecatorio” e,  dopo averlo tacitamente
incubato, lo esibiranno come ultima fantasmagoria dell’anno,
possibilmente qualche giorno prima delle vacanze natalizie. Del resto
la linea di condotta non  stupisce se si riconosce,  anche in
questo  nostro  provvedimento,  il perfetto stile di
questo governo: autoreferenziale, cinicamente professorale, poco
disposto ad interloquire con  tutte le parti sociali, scollato dai
cittadini e dai problemi del  mondo reale, ma la cosa più
infausta  è l’assoluta incapacità da parte di chi di istruzione si
occupa,  di  prevedere gli effetti catastrofici  che un
tale provvedimento sortirà, nella totale ignoranza del sistema scuola e
dei suoi meccanismi. Egregio Ministro, noi come categoria,  iamo
profondamente rattristati ed avviliti per la sua volontà di avviare uno
scontro sociale senza precedenti ed una resistenza anche ideologica
della nostra categoria, ma questo non riesce ancora a privarci di un
amaro sorriso, di un ennesima ironica constatazione che la politica è
davvero incapace di un concreto  rinnovamento,  e che ogni
tentativo gattopardiano  di inventarsi qualcosa di nuovo ma che
costi poco e dia l’impressione che “quel Ministero abbia fatto una
riforma” è sempre e solo fallimentare! Caro Profumo noi capiamo che lei
sia stato messo lì per dare l’impressione al paese che riuscirà a
cambiare  la scuola,  ma non offenda l’intelligenza dei suoi
concittadini,  la sua non è una riforma,  il suo ruolo
potrebbe essere demandato direttamente a Monti per un forfettario
taglio di risorse  e basta! Lei  dice di avere le migliori
intenzioni di  rendere il nostro sistema istruzione tra i più
competitivi ed efficaci  in Europa, più volte abbiamo ascoltato i
suoi sermoni sulla scuola dei sogni,  sull’ampliamento dei suoi
orizzonti spazio-temporali, sull’europeizzazione della scuola
italiana,  ma  un paese in cui è il Tesoro e solo il Tesoro a
dettar leggi all’Istruzione ed il Ministro non sa né riesce ad opporsi
, è un paese senza futuro .E’un  peccato  che il suo bancomat
Monti si sia dimenticato  che l’Europa prevede anche 
l’adeguamento stipendiale della categoria docenti italiana (meno pagata
in Europa)  ai parametri europei,  e che dire delle classi
pollaio (25-31 alunni per classe) rispetto alle classi 
francesi,  tedesche, spagnole  ecc.,  ma di certo le
tanto sbandierate norme previste  dall’Europa:  DLG
81/08-626  sulla sicurezza decadono silenziosamente quando
dovrebbero riguardare l’edilizia scolastica e pubblica in genere 
(sì, parliamo delle stesse leggi che obbligano i  privati 
titolari di locali pubblici e gli esercizi commerciali in genere 
ad adeguare i loro locali a norme rigide,  a pena di multe
salatissime), ma chi dovrebbe pagare le multe da  infliggere ad
una scuola con classi straripanti,  strutture fatiscente, 
con gli infissi divelti  che è cioè totalmente estranea ad ogni
norma europea? Tuttavia sappiamo che è materia molto complessa e
difficile da trattare quella che storicamente,  sin dai
Borboni  riguarda il paese legale,  area totalmente distinta
da quello reale,   lo è ancora per una classe politica
ormai  ammuffita e cancerogena, fatta di batman,  di falliti
che svolgono solo il mestiere di politicanti,  di “venditorini” di
fumo,  e lo è pure egregio Ministro  per questo austero
e  sussiegoso   governo tecnico che nel tentativo di
ridare credibilità e dignità al paese,  si sforza tenacemente di
vendere per europee ideuzze hard discount,  trovatelle mai
applicate ( mi viene in mente a proposito,  che fine ha fatto
“l’europeo” e rivoluzionario  decreto riguardante i docenti di
educazione fisica impegnati  nell’attività svolta in regime di
convenzione con le palestre ? Torniamo alle 24 ore,  ci dica 
se  qualcuna delle menti autorevoli di cui è circondato le ha
spiegato che il ruolo e la professione del docente non possono e non
devono  essere inseriti in  un quadro burocratico tipico
della  pubblica amministrazione,  non si tratta di timbrare
raccomandate o scrivere   lettere da inviare vai mail, 
il docente,  qualora al politecnico di Torino funzionasse allo
stesso modo,  prepara le lezioni a casa,   studia, 
corregge, parla per 4 ore al giorno,  usa la testa e gola, 
il suo corpo e la sua mente  per la scuola anche in orari
extra-scolastici ( qualora  il Ministro accademico  non 
lo ricordasse)   si stanca e si usura, perché il rapporto con
26-30 giovani intelligenti ed esigenti  vuole questo,  un
docente può sostenere al massimo 19- 20 ore settimanali di
lezione   non di più  . Noi non siamo
pregiudizievolmente contrari ad un lieve aumento dell’orario di
esercizio frontale della funzione docente,  perché la nostra
categoria  ha un profilo etico forse più lodevole dei
politici  rapaci di cui è vittima e per ciò è pronta a farsi
carico dei sacrifici ai quali tutta la nazione   è chiamata a
concorrere in questa particolare congiuntura storica,   ma
solo nella misura di massimo 2 ore   (da 18 a 20
settimanali),  purchè finalizzate ad introdurre  un organico
funzionale ad un ordinato e matematico  quadro orario (
esempio  12 ore di italiano  in tre classi  di triennio
+ 8 ore di latino in 2 classi  di triennio = 20 ore effettive- –
18 ore piene  per i docenti di storia e filosofia + 2 ore di
disponibilità e via di seguito  )   che dia  
piena attuazione all’autonomia,  ma solo  a condizione che si
consideri un equo rapporto,  non forfettario,  tra
prestazione lavorativa e retribuzione delle ore . Un aumento selvaggio
e sconsiderato,  così come previsto dal suo  disegno di legge
,  non andrà di certo nella direzione auspicata  del
miglioramento di qualità dell’istruzione . Lei crede che costringendo i
docenti ad una didattica schizofrenica ( 18 ore di latino e greco 
qui,  poi  6 ore di storia all’artistico… il tutto per € 1300
al mese )ad  una didattica forzatamente  spalmata tra
triennio e biennio pur di completare le dovute  18 ore, 
aiuti a migliorare il profilo di questa professione,  aiuti 
a rendere la nostra formazione competitiva a livello  europeo
?  Si richiama e si invoca poi un vecchio e consolidato schema di
rapporti,  relazioni ed impostazioni che il docente della vecchia
buona scuola,  ha diritto di possedere in ordine alle sue
specificità,  alla sua esperienza maturata ,  in ordine al
principio che fare docenza nelle proprie classi in modo sistematico e
solido,  aiuti a costruire strutture,  rapporti a formare
persone  ed a sentirsi responsabili del proprio operato, non è
polverizzando e parcellizzando il  lavoro  del docente, 
delocalizzandolo continuamente in classi diverse e su diverse
discipline che si aiuta il sistema istruzione,  non è
considerandolo un “metalmeccanico del sapere “ che si fornisce agli
studenti un bagaglio di conoscenze  complete e complesse come
l’istruzione liceale richiede,  non è chiamando il docente a
massacrarsi  gratis per 5 o 6  ore  piene al
giorno  e facendolo rapportare con 26-30 alunni di diverso livello
e con diverse discipline  che si creano le condizioni per una
didattica seria ed efficace . Un tale quadro imposto,  sortirà
irrimediabilmente una rinuncia etica,  “catoniana” ad ogni forma
di collaborazione  e di immedesimazione  in un  ruolo
professionale che invece, avrebbe in sé tanta dignità e venerabilità,
esso ruolo  rimarrà sempre “altro” dall’impiegato stanco e
frustrato,  malato,  svogliato e stizzito, sempre 
pronto a  boicottare il sistema ravvisando nell’istituzione in cui
lavora  l’aguzzino da combattere ,  proprio perché costretto
ad un  francescano regime da lager,  mentre continua
pervicacemente ad andare  in onda ,  come su uno schermo
Orwelliano ,  il disgustoso spettacolo di una politica
fallimentare  e pappona,  vorace ed ignorante, 
litigiosa ed intrigante ed infine incapace  di comprendere 
che dare schiaffi morali ad una  categoria che,  come la
nostra forma il futuro,  considerando il suo lavoro pari a niente
al punto da aumentarne l’entità in qualunque  misura  si
voglia senza alcun trattamento economico, non restituirà  altro
alla società che il niente, nel senso chiaro del termine,  si
legga : risponderemo  costruendo come categoria, volutamente una
scuola da schifo!  Noi non siamo tanti fraticelli
conventuali  che amano soffrire per lo stato e consumano la loro
ultima goccia di sangue per compiere il sacrificio  estremo che il
dovere  richiede. Si faccia supportare signor ministro, oltre che
da uno staff di  amici ragionieri del risparmio, super pagati con
titolo di esperti della scuola,  anche da qualche bravo
psicologo,  o psichiatra  o sociologo esperto di 
fenomeni e problematiche sociali,  provi ad  invitare Maria
Rita Parsi o  Paolo Crepet o magari richiami in vita Ardigò 
si faccia  dare consulenza gratuita per farsi spiegare i possibili
fenomeni di ricaduta che riguarderanno la categoria dei docenti nel
caso in cui le decidesse di completare l’opera di sistematica
distruzione della scuola che i governi illuminati che l’hanno
preceduta,  hanno avviato ormai da anni. Infine ci risparmi la
farsa anche troppo dispendiosa dei concorsi a cattedra,  a cosa
dovrebbero servire  in una scuola blindata da docenti che occupano
l’intero quadro orario al punto da non poter neppure provvedere a
supplire i docenti assenti. Si interroghi su quali saranno i soggetti
da bugerare nel prossimo concorso,  i concorrenti destinati a
rimanere comunque disoccupati finchè morte non li liberi,  o
tutti  gli italiani ai quali dopo aver chiesto di  diventare
pezzenti per amore dello stato- batman,  chiederete ancora di
pagare i commissari dei concorsi,  la carta e quant’altro serve
per l’espletamento  delle prove,  salvo poi accorgersi (a
mandato compiuto) che il concorso era una trovata carnascialesca, 
in attesa di elezioni… ma di certo sig. ministro il nostro felino 
intuito di italiani= napoletani,  figli dei Borboni  e di
Giolitti,  ma soprattutto figli di Mastella,  di Fini 
di Fiorito e di tutte le mummie inamovibili dall’ossicello
gustoso,  ci fa presagire che anche  tutto lo staff di
sapientoni che troneggia attualmente,  si saprà elegantemente
riciclare nelle file dei troppi partiti politici  nelle prossime
elezioni. La aspettiamo al varco ministro Profumo,  anzi sentiamo
già il suo prossimo profumo… profumo di aria fritta,  attese
tradite e di riforme  sempre gattopardiane che, tuttavia, questa
volta con qualche  finale colpo di coda tentano di  spezzare
la colonna vertebrale della nostra categoria ed a rendere lei 
immortale tra gli dei dell’Istruzione Ministro Profumo! 
Se proprio ci tiene ci provi pure,  ma sappia che per gli anni a
venire, questa  scuola-zoo  sarà sola, orfana di
docenti  e priva di ruoli, popolata solo da impiegati stizziti e
frettolosi e sarà solo colpa sua!!

Prof.ssa Tiziana Campanella

Istituto Oliveti-Panetta Sezione
Liceo Classico – Locri –RC