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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Riforma

Le private boicottano Profumo, e sui siti compare ”dati non disponibili” – Quale trasparenza?

Gli istituti paritari
“boicottano” la “Scuola in chiaro” del ministro Profumo? Sembra proprio
di sì. L’intenzione dell’inquilino di viale Trastevere è quella di
rendere trasparente la scuola italiana  –  sia statale sia
paritaria  –  mettendo a disposizione dei cittadini più
informazioni possibili: numero di alunni e classi, orario delle
attività e Piano dell’offerta formativa, servizi offerti e dotazioni
multimediali possedute dalla scuola, risorse economiche e di personale.
E tanto altro. Un progetto lanciato lo scorso mese di gennaio in
concomitanza con le iscrizioni all’anno scolastico 2012/2013.

Soltanto in questo modo, ha lasciato intendere Francesco Profumo, la
scelta delle famiglie e degli alunni può essere consapevole. Ma,
evidentemente, l’obiettivo della trasparenza non è troppo condiviso
dalle scuole non statali. Navigando tra le migliaia di schede messe a
disposizione dal ministero dell’Istruzione alcune settimane fa si ha
una sgradevole sorpresa: mentre le scuole statali hanno messo in linea
tante informazioni, la maggior parte delle private neppure le più
banali. Semplice pigrizia e indolenza, o altro?

Se si prova a cliccare sulla scheda di una paritaria, molto spesso, ci
si imbatte nella laconica espressione: “dati non resi disponibili dalla
scuola”. “Scuola in chiaro”  –  spiegava il ministro
Profumo  –  rappresenta il primo passo verso
un’amministrazione più moderna e trasparente che, attraverso la rete
internet, mette a disposizione dei cittadini tutte le informazioni
necessarie, per accedere ai servizi e scegliere con consapevolezza dove
iscrivere i propri figli. Questo strumento rappresenta anche
un’occasione per le istituzioni scolastiche del Paese, che potranno
fornire tutti i dati in proprio possesso sull’offerta didattica e la
qualità degli istituti, con l’auspicio che il confronto reciproco
inneschi meccanismi di miglioramento dell’intero sistema scolastico”.

“Recandosi” sulla scheda di un qualsiasi istituto statale è possibile
sapere qual è il tasso di turn-over degli insegnanti e la percentuale
di precari. Ma anche qualche informazione sulla difficoltà del corso di
studi, attraverso le bocciature, e sugli esiti finali: promossi,
sospesi e non ammessi. E’ possibile, inoltre, sapere qual è il ricorso
ai contributi richiesti alle famiglie e se la scuola è a misura di
alunno o un megaistituto. Sulle paritarie, molto spesso, non ci sono
informazioni. Eppure sarebbe interessante per le famiglie sapere se i
docenti sono in possesso dell’abilitazione all’insegnamento o assunti a
tempo indeterminato. E, oltre ai servizi che offre la scuola, anche
qualche informazione sulla retta non guasterebbe. Invece, non si riesce
a sapere neppure quanti alunni ha in carico l’istituto.

Salvo
Intravaia
– La Repubblica