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Mobilità

Trasferimenti degli insegnanti al sud? Ennesima bufala leghista

Una delle tante bufale diffuse negli ultimi anni dalla propaganda leghista – e che ha giustificato spesso provvedimenti di legge razzistici, giustamente condannati dalla Corte Costituzionale – era che gli insegnanti meridionali si “prendessero” i posti nelle regioni del Nord per poi, dopo qualche anno, tornarsene a casa e lasciare i poveri alunni lombardi o veneti senza una continuità didattica.    
        Ma appena qualcuno si prende la briga di sistemare i dati e renderli noti, come sta facendo il Ministero della Pubblica Istruzione, ecco che risalta agli occhi che nulla è vero. In realtà nelle regioni del nord il tasso di mobilità degli insegnanti è bassissimo: 4,2% in Lombardia e 3,1% in Veneto alle elementari, contro un media del 4,3%; 7,2% in Lombardia e 8,5% in Veneto, contro un tasso nazionale del 9%. E bisogna notare che il dato riguarda tutti i trasferimenti, da quello dell’insegnante che chiede di cambiare comune nell’ambito della stessa proivincia (il caso più frequente) ai trasferimenti interprovinciali ed interregionali.
In realtà è al sud che i docenti cambiano più spesso scuola dove lavorano. Ma questo l’aveva già dimostrato nel 2009 la Fondazione Agnelli. In un suo studio del 2009, aveva esaminato le 69 mila domande di trasferimento dei docenti, trovando che meno di 700 chiedevano un trasferimento dal nord al sud. In pratica, la “fuga di massa”, descritta dagli esponenti leghisti, toccava un insegnante ogni 20-25 scuole http://www.julienews.it/

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