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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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INVALSI

L’Invalsi “promossa”: i risultati servono al dirigente per migliorare la scuola di domani

Mentre in otto
regioni d’Italia la seconda prova scritta del concorso per
dirigenti  scolastici ha avuto come argomento l’analisi di 
casi relativi   ad episodi di  bullismo scolastico, di
problemi di disciplina  e  quali sono le responsabilità ed i
compiti del dirigente, le procedure disciplinari da adottare, quasi ad
indicare il  diffuso malessere della scuola italiana  e come
spesso i ragazzi a scuola non ci stanno bene, in tre regioni: Abruzzo,
Sicilia e Sardegna le commissioni esaminatrici hanno indirizzato
l’attenzione  agli esiti delle prove Invalsi  e come ,
opportunamente lette, possono contribuire al miglioramento della scuola.
Il riferimento  al rendimento scolastico  proposto nella
seconda prova in Toscana e in Basilicata , con una particolare
attenzione al rapporto con il Consiglio d’Istituto e agli strumenti di
valutazione proposti dall’Invalsi costituisce certamente una 
novità  per un concorso dirigenziale ed apre nuovi orizzonti
di  particolari attenzioni verso la cultura della valutazione che
nella scuola italiana stenta a decollare .
La lettura dei dati Invalsi e degli esiti delle prove è un dovere della
scuola ed il dirigente se ne fa carico per analizzare l’efficacia
dell’azione educativa  e formativa, oltre ai diversificati livelli
di competenze anche disciplina.
I nuovi dirigenti, e certamente quelli che supereranno il concorso,
avendo analizzato il “caso” assegnato, saranno certamente sostenitori
della cultura della valutazione e sapranno meglio organizzare  lo
svolgimento delle prove Invalsi,  che costituiscono  un
importante  strumento di indagine e di verifica nazionale.
Le prove Invalsi, infatti, non valutano la scuola o i docenti, come
spesso si legge negli avvisi sindacali, ma aiutano gli operatori
scolastici a crescere, a leggersi dentro, a comprendere come e dover
far meglio in un’ottica di crescita nella qualità dell’istruzione e
della formazione, non ancora corrispondente alle ore di lezioni
effettivamente prestate.
L’anno 2012  sarà importate per la scuola italiana perché
nel  mese di aprile  si effettueranno in 1097 scuole le prove
OCSE PISA che coinvolgeranno in ciascuna di esse 43 studenti
quindicenni   privilegiando l’osservazione in
matematica  e prendendo in esame le competenze di italiano, in
scienze  e  otto studenti  saranno sottoposti alle prove
di alfabetizzazione finanziaria per verificare  anche le
conoscenze del linguaggio e degli strumenti economici finanziari di uso
comune: bancomat, carta di credito, bonifico, budget . Un gruppo di
scuole parteciperà inoltre alle verifiche delle competenze informatiche.
L’esito della prova PISA  darà una significativa valutazione della
crescita della scuola italiana  nei confronti degli altri Paesi
europei e aderenti all’OCSE e ci si attende da questa verifica un segno
di efficace miglioramento di posizione nella scala internazionale.
Le 88 scuole  del progetto “valutazione e miglioramento”
appartenenti alle  regioni dell’obiettivo convergenza (Campania,
Puglia, Calabria e Sicilia) – e di queste 17 in Sicilia –  saranno
inoltre impegnate nel mettere in atto  da gennaio a giugno delle
piste di miglioramento  a seguito di due distinti momenti di
verifica , di monitoraggi e  di audit che  ha
interessato  dirigenti, docenti, studenti e genitori. Il
coinvolgimento dei genitori nei percorsi di miglioramento 
favorirà, inoltre, una più efficace azione di crescita qualitativa
della scuola
Grazie ai contributi della Comunità europea con i progetti PON 
FSE , circa ventimila docenti  delle scuole secondarie di primo e
secondo grado delle regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono
stati coinvolti nelle attività di formazione sulle indagini nazionali e
internazionali di valutazione OCSE PISA e prove Invalsi . L’attività di
formazione avviata a novembre si completerà con i seminari di ritorno a
febbraio così da poter essere pronti per le prove Invalsi previste per
il mese di maggio  che coinvolgeranno gli studenti delle classi
seconde e quinte della scuola  primaria, delle classi prime
della  secondaria di primo grado  e della classe seconda
della scuola secondaria di secondo grado, mentre i ragazzi della terza
media continueranno a svolgere negli “esami di Stato” la prova
nazionale.
La lettura dei dati relativi  agli esiti delle prove Invalsi
durante gli esami di terza media costituisce una positiva opportunità
per rivedere il metodo ed i contenuti didattici di italiano e
matematica , al fine di migliorare le competenze di lettura, di logica,
di problem solving  degli studenti.
Nella seconda prova del concorso per dirigenti si chiedeva al candidato
di esplicitare le azioni di miglioramento  che il dirigente
ritiene di dover mettere in atto per quelle classi che hanno registrato
degli esiti inferiori alla media regionale e nazionale, Nel caso
proposto in Sardegna si evidenziava inoltre  che “il precedente
dirigente non ha dato chiari indirizzi circa i criteri e le modalità di
valutazione “e  si constata che non è soltanto “un caso”.
Le azioni sono semplici ed intersecate attraverso la costituzione di un
gruppo di lavoro di docenti con il coordinamento del “referente per la
valutazione”, nella pianificazione degli interventi di lettura e
analisi dei risultati  delle prove e  relativa enucleazione
dei fattori emergenti e  quindi delle proposte operative nella
scelta dei contenuti e delle metodologie didattiche  più opportune

La prima vera azione da svolgere è certamente quella di credere
all’importanza della valutazione, che non si esaurisce nel “mettere i
voti”, ma va ben oltre ed aiuta a comprendere anche la motivazione
degli errori commessi dai ragazzi ed indirettamente i loro non sempre
manifesti bisogni.
Queste considerazione sono emerse dai lavori di gruppo dei seminari
OCSE PISA  e molti  docenti che erano  prevenuti nei
confronti dell’Invalsi al termine del seminario, guardando  dietro
le quinte delle prove e provando a mettersi nei panni degli studenti,
hanno cambiato idea, riconoscendo l’efficacia di una così preziosa
opportunità formativa e professionale.


Giuseppe Adernò


g.aderno@alice.it