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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Redazione

Raggiungerà il governo Monti la meta? E Profumo avrà qualche certezza in più?

Rigore, equità,
sobrietà:  sembrano parole lunari ; sono, invece,  le
parole  programmatiche d’ordine-guida, direi – quasi francescane-
con  le quali il  prof. Monti  ( insieme con  la
sua novella squadra di Ministri “bocconiani”),  assumendo
l’incarico di nuovo presidente del Governo,  ha voluto
impegnarsi   formalmente davanti al Parlamento  a fare
uscire-quanto prima-  dai marosi della crisi ,- etico politica
economica e culturale-, questo nostro Belpaese  stanco e
sfiduciato, sbrindellato, e un po’ irriso, corrotto e involgarito,
oltre misura, da un ventennio di  allegro populismo demagogico-
hard-berlusconese. 
Ce la farà l’esperto nocchiero a raggiungere la mèta, a mantenere fede
ai suoi buoni e giusti propositi? Noi ce lo auguriamo di tutto cuore.
C’ è un bisogno  urgente di riunificare il Paese, e  una
grande voglia di  risanarlo, di ridare  decoro e fiducia alle
sue  istituzioni  democratiche, alle sue irrinunciabili
istanze costituzionali, alla sua gente onesta e laboriosa, che non ne
può più di essere illusa e depauperata in ciò che sono , e restano, i
suoi  diritti fondamentali,  più essenziali e sacrosanti: il
lavoro, la giustizia, la cultura ,ecc. ecc.
 E, a proposito  di politica culturale della scuola,
speriamo   che dal nuovo ministro della P.I., professore
FrancescoProfumo,  venga qualche  certezza in più circa il
futuro dei giovani, un segnale di “discontinuità “ programmatica più
forte, non  solo verbale, ma più fattuale e credibile, rispetto a
quanto operato dal precedente governo in materia scolastica.
 Signor ministro, visto che Lei considera, giustamente,  gli
studenti  “una grande risorsa “ per questo Paese, e, per pratica
professorale  ed ‘ habitus’ suo proprio  mentale, crede
nell’apertura del dialogo ed  è abituato a dare  ascolto alle
“voci del mondo della scuola e dell’università, a valorizzare i talenti
umani”,  ci pare doveroso  che  espliciti, senza 
ambagi di parole, quali siano per  essere le azioni di
discontinuità –per così dire – più qualificanti,  più propositive
e migliorative che, nell’immediato, il Suo dicastero, in sintonia
d’intenti con l’esecutivo del nuovo governo, intende  
promuovere e perseguire  in alternativa a quelle  profilate
dalla riforma cosiddetta “epocale” del suo predecessore, ministra
Gelmini .
 Dalle nostre parti, saggezza popolare recita  che ”
senza  soddi, non si canta missa ”; tradotto in lingua 
significa, nel caso specifico : senza  risorse finanziarie
adeguate  da investire per la scuola , nessuna riforma efficiente
e di qualità  è possibile,  né credibile, fare.
 “ Scuola, università e ricerca restano – Lei  ha
detto-  presidi strategici per assicurare all’Italia un futuro
solido e prospero, per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti
i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie
ambizioni”.  Ben detto!  Ma, in questo momento di vacche
magre, ci consenta di chiederLe: da dove prenderà i soldi per potere”
accrescere i livelli di istruzione della forza lavoro” e rendere i
nostri giovani più competitivi nell’agone  europeo? Come intende
risolvere la riorganizzazione della rete scolastica e razionalizzare le
risorse professionali  della scuola? Quali speranze di
sopravvivenza per i precari sono plausibili e auspicabili se si dovesse
dare continuità di  applicazione al Piano programmatico del
ministro Gelmini del 2008? E’ vero: Il precariato è la conseguenza di
un criterio di reclutamento  del personale scolastico 
ancorato a un sistema partitico a cui per anni l’amministrazione
centrale, in passato, ha accordato i suoi favori, con il complice
sostegno dei sindacati,  calibrando artatamente il rapporto tra
domanda e offerta di lavoro sulla base  dei desiderata del più
becero clientelismo politico, e  creando  ad arte un numero
di cattedre superiore al numero effettivo degli alunni; tutto
questo  ha certo  contribuito ad appesantire
ulteriormente  il deficit delle  casse dello Stato. Per non
dire di tutte le sanatorie e promozioni ‘ope legis ‘che hanno
permesso  a tanti docenti,   senza sottoporsi ad alcun
concorso pubblico nazionale, di guadagnarsi  dei posti al sole
altrimenti insperabili!
 Ebbene, senza fare –come si dice- di tutt’un’erba un
fascio,  come intende ovviare a  codeste incongruenze ed
ingiustizie, il signor Ministro??  Come pensa di riequilibrare il
sistema scolastico per ridargli  la dovuta serietà?  Con
quali mezzi  intende incentivare la ricerca dei ricercatori? 
Se crede  che ci sia un   diffuso “fannullonismo”
sessantottino,  infiltrato indebitamente  nella
pubblica  amministrazione,  di cui parlò ( e parla ) Brunetta
, cosa  progetta  per debellarlo?  Ha  un’idea, il
signor Ministro,  per ripristinare  dignitosamente la
funzione culturale e lo statuto sociale  ed economico dei
docenti,  tanto declassati in questo nostro Belpaese da un 
ventennio a questa parte, e  demotivati più del giusto? Si batterà
per la laicità dell’insegnamento e la libertà di pensiero, secondo il
dettato costituzionale?  Qual è il sua strategia politica 
riguardo  ai  contributi da elargire  a favore delle
scuole private? Provvederà, in via prioritaria, alla logistica
scolastica pubblica  e al suo ammodernamento in vista delle future
sfide tecnologiche?  Ritiene che debbano essere rivisti  o
corretti , o  riscritti alcuni degli attuali disegni di legge
riguardanti la Scuola , l’Università , il mondo della ricerca ( vedi:
Aprea, Goisis , ecc. ecc.)?
Signor Ministro, sappiamo che Lei ha a cuore la scuola, e la
scuola  pubblica in particolare. Abbiamo fiducia, per questo,
nelle sue capacità, nella sua efficienza e nella sua volontà di voler
cambiare in meglio le cose della scuola  Vogliamo sperare, perciò,
che saprà dare le giuste risposte alle nostre domande , sia come
politico e sia, soprattutto , come uomo di cultura.  Buon lavoro !

Nuccio Palumbo
redazione@aetnanet.org