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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Dirigenti Scolastici

A proposito della preselezione a quiz per il concorso a ds: chi controlla i controllori?

Quis custodiet 
ipsos custodes ?(chi controlla i controllori?) Antica domanda, 
che  già Platone si poneva, tanti e tanti secoli fa, convinto che
la giustizia e le leggi dello Stato  possono  essere 
rispettate dal cittadino  solo  se  nella regia di
comando  e di governo della cosa pubblica  ci siano uomini
credibili e stimati , sapienti e giusti, onesti e capaci tanto, che i
custoditi ( i cittadini ) possano nutrire la massima fiducia
nell’operato dei loro custodi ( i governanti) !  Purtroppo, a
giudicare, prima, dagli esperti che il Miur ha scelto per compilare i
fatidici quiz (tantissimi dei quali errati o formulati male), e, 
dopo, da come sono avvenuti i controlli durante le prove  per la
pre-selezione dei partecipanti al concorso di Ds, non c’è da stare
tranquilli  sulla ‘sapienza’ de nostri ‘ custodes ’ né sulla loro
buona fede e preparazione professionale .In questo ultimo
concorso-quizzato,  il caos è stato, infatti,  sovrano ,
e  solo pari  alla insipienza dei suoi organizzatori tanto,
che  i  tanti aspiranti in pectore alla dirigenza -( i
fortunati velocisti che hanno superato i quiz)-,non si sentono
tranquilli sulla regolarità del prosieguo del concorso medesimo (
piovono a valanga i ricorsi!) e   la  domanda che ora si
pongono , è sempre, mutatis mutandis,   la medesima  :
chi commissionerà  le commissioni d’esame?! 
Domanda non  pretestuosa , né  irriguardosa o qualunquista ,
dal momento che,  se  la cultura, fra le tante cose, è 
-come si dice –   “il tentativo di dare una forma e un ordine
al caos”, bisogna, a malincuore, riconoscere-  per come sono
andate  le  suddette preselezioni  – che in questo
momento  ad essere  latitante  in questo belpaese 
è proprio una  cultura seria;  nella fattispecie  quella
della nostra  classe politica –dirigenziale  (e non solo),
rivelatasi incapace di organizzare e   gestire con 
ordine e serietà,  un concorso pubblico ministeriale tanto atteso
e agognato.  E’ su questa latitanza  di una cultura 
della politica scolastica che bisognerebbe bene riflettere,  e
contro cui  varrebbe la pena reagire e   protestare se
vogliamo  che la scuola ritorni ad essere seria e credibile e
rispettata dalla società civile per ciò che attiene al suo specifico
ruolo e alle sue funzioni.

Nuccio Palumbo
redazione@aetnanet.org