Se si ritornasse al sistema delle permanenti si darebbe il destro proprio a chi vorrebbe abolire il sistema delle graduatorie con la scusa che sono ormai diventate ingestibili; lo Stato rispetti il patto con chi ha cumulato conoscenze e competenze di cui lo Stato si è servito e si serve tuttavia, sottopagandole, competenze e conoscenze che sono costate risorse economiche al privato cittadino insegnante precario e allo stato medesimo; e solo dopo aver esaurito le graduatorie ad esaurimento di rango nazionale (G.E.N.) e perciò stesso chiuse a cui attribuire il 100% dei posti disponibili e vacanti con la soppressione per legge delle vecchie graduatorie concorsuali del 1999 e de 1990, solo allora si istituiscano nuovi concorsi nazionali a cattedra ordinari per esami e titoli in cui e per cui il titolo di accesso sarà quello dell’abilitazione all’insegnamento ( concorso a numero chiuso con prove preselettive di tipo psicoattitudinale, ) e con graduatorie della durata di tre anni, solo in caso di mancato assorbimento degli idonei sui posti preventivati nel triennio e messi a concorso, si ripristina un doppio canale di reclutamento con graduatorie permanenti nazionali il cui titolo di accesso è il superamento del concorso ( idoneità) e con la ripartizione del 50% dei posti.
Colleghi, lo Stato ha fatto un patto, di stabilizzare i docenti in graduatoria allorquando li ha trasformate ad esaurimento, chi ora preme per interessi vari su TFA o per slabbrare le graduatorie con ulteriori inserimenti, ritornando al sistema delle permanenti, graduatorie che il legislatore anni fa ha voluto chiuse, sappia che si batte per determinare un precariato strutturale che se fa comodo solo alla politica ( tutta), ai sindacati della scuola ( tutti) e alle università ( tutte) visto il loro mercato dei titoli valutabili, non giova né ai docenti, né alla scuola, men che mai agli studenti.
Libero Tassella
libero.tassella@fastwebnet.it


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