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Precariato

PROTESTA DEI PRECARI: SIATE ONESTI, VENDETECI I PUNTI!

SIATE ONESTI, VENDETECI I PUNTI!

È recente il pronunciamento del Miur in merito alla questione dei corsi di

perfezionamento (nota n. 133 della Direzione Generale per il Personale). Il chiarimento si

limita a recepire il parere espresso dal CUN in merito al requisito di “annualità” dei suddetti

corsi (requisito attribuito ai corsi che valgono 60 crediti, pari a 1500 ore) e ad invitare le

università a rilasciare certificazioni che specifichino il monte ore.

Dovremmo quindi credere che verranno attribuiti 3 punti a quei corsi che posseggono

tale requisito. Ma il Miur omette non a caso di introdurre il criterio, pure espresso dal CUN

lo scorso 4 Novembre, dell’incompatibilità della frequenza di più corsi nello stesso anno. Un

chiarimento si era reso indispensabile in una situazione come quella attuale, in cui abbiamo

assistito ad una proliferazione di corsi di perfezionamento banditi dalle università allo scopo

di rimpolpare le casse dietro la promessa del rilascio di titoli valutabili in graduatoria.

Come al solito, però, il chiarimento viene fatto in ritardo; come al solito un chiarimento

vero non c’è.

Tra tutte le vie che il Ministero aveva infatti a disposizione per mettere ordine nella

selvaggia e vergognosa corsa alla compravendita di punti, ha scelto la più ambigua e ingiusta.

Avrebbe infatti potuto semplicemente limitarsi a riconoscere non più di un corso l’anno, come

da noi suggerito. Ma alla semplicità e alla chiarezza si è scelto ancora una volta il caos.

Quanti corsi “annuali” si possono frequentare in un anno? Quanti corsi “annuali” si possono

frequentare in contemporanea alle SSIS? Chi controllerà le certificazioni?

Si sa che, fra tutti gli istituti universitari che quest’anno hanno bandito corsi di

perfezionamento, soltanto la For.Com. ha furbescamente “adeguato” i propri corsi a questa

norma, in maniera insolitamente e sospettosamente preveggente. Tutti sanno altresì che il

famoso “adeguamento” consiste in un ampliamento del corso con un Cd-Rom o con qualche

dispensa, oltre che in un versamento aggiuntivo di qualche centinaio di euro, strumenti che

magicamente saranno in grado di elevare di più di un migliaio di ore il monte ore previsto.

Dobbiamo concludere che il Ministero, con la solita ambiguità, sta scientemente

continuando a perseguire l’ingestibilità delle graduatorie, negli ultimi tre anni sottoposte a

un bombardamento di norme e direttive contraddittorie e confuse, il cui unico effetto è stato

quello di attivare una corsa folle per l’accaparramento di punti (iscrizioni alle SSIS per chi era

già abilitato, corsa a doppie e triple abilitazioni, rincorsa ai titoli di specializzazione per il

sostegno, iscrizioni a perfezionamenti e masters, caccia ai posti di montagna e ai penitenziari)

utili a guadagnare, o meglio a non perdere, posizioni in graduatoria. Una corsa molto costosa

che non porta a grandi risultati, dal momento che di posti nella scuola ne spariscono a

migliaia ogni anno e non esiste un piano concreto di assunzioni.

A questo punto proponiamo al Ministero di mettere direttamente in vendita i punti, un

modo molto più onesto di trattare i precari e certo molto meno ridicolo del tentare di

spacciare per “formazione” ciò che è solo misera mercificazione di un posto di lavoro

precario.

Lunedì 14 Febbraio 2005

Movimento Interregionale Insegnanti Precari