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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Didattica

La scuola ha l’obbligo di liberare i giovani dalla mentalità storicistica e insegnare il coraggio di “giudicare” i fatti

Forse 
all’origine  della crisi culturale contemporanea, di certo
lassismo etico, e del disorientamento esistenziale di molti giovani,
disincantati e  appiattiti tutti sul presente,  pesa,
inconsapevolmente, un’antica,  ma non del tutto  spenta,
ipoteca  della cultura storicistica che,  identificando il
valore col fatto, riduce lo spirito critico dei giovani ,
nullificando  lo spazio che va dato alle esperienze valoriali e ai
giudizi di valore! Bisognerebbe ricordare ai giovani che, molto spesso,
le ragioni della storia ( e di quello che chiamiamo progresso) non
coincidono con le istanze e le ragioni ideali più profonde del nostro
essere umano, e non sempre   lo spazio del suo( –della
storia-) orizzonte, entro cui si snodano i fatti,  include quello
delle nostre esperienze valoriali.  Ciò dovrebbe bastare per
diffidare  dell’affermazione  che “la storia del mondo è il
tribunale  del mondo”. In effetto, non è la storia che stabilisce
e ordina ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, ciò che è bello e ciò
che è brutto, ciò che è da condannare o da assolvere, ciò che va
accettato e ciò che va rifiutato, ciò che è degno di essere ricordato o
no, ecc. cc.;  dare  ragione dei fatti, non significa dare
ragione ai fatti!
La storia, cari giovani, procede seguendo  il suo corso,  ma
non sempre il  progresso risulta  essere un prodotto
automaticamente migliore, per  dialettica  sintesi , 
rispetto a ciò  che c’ è stato prima;  guai, quindi, ad
assolutizzarlo,  esimendoci  dal darne un giudizio di
valore!  Se escludiamo ogni metro di valore, avremo davanti solo
lo spettro di uno storicismo disumano, che tutto giustifica e
razionalizza  secondo il postulato idealistico hegeliano  che
“tutto ciò che è reale è razionale”:  i fatti, in quanto fatti
inscritti nell’orizzonte della storia, avrebbero  una loro
intrinseca necessità logica e, pertanto, vanno compresi,  ma non
giudicati: essi si giustificherebbero  da sé, perché sono come
dovevano essere! Da questa corrosiva mentalità storicistica, oggi la
scuola ha l’obbligo morale, oltre che didattico-istituzionale, di
liberare  i giovani; essa  deve insegnare ad  avere il
coraggio di “giudicare” i fatti, di sapere esprimere giudizi di valore.
La scuola  deve dare ascolto  alle esigenze esistenziali dei
giovani  che sono di arricchimento interiore, di pienezza vitale,
di creatività e progettualità, attraverso  lo studio e la lettura
dei grandi  classici della letteratura, la cui storia  deve
servire da ausiliaria rispetto agli apprezzamenti  valoriali 
e proporsi non come dominante ma   come supporto per una più
piena comprensione e fruizione critica di ciò che si legge e si studia.

Nuccio Palumbo
redazione@aetnanet.org