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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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La scuola fonte di reddito: ecco il prezziario del Comune di Catania

Che la
scuola  produce istruzione,  cultura, formazione, benessere,
qualità, civiltà, crescita e sviluppo sociale, lo abbiamo sempre detto
e sostenuto, dimostrandolo con i fatti e con concreti segni di vero
progresso sociale e culturale.
    Che in un periodo di “vacche magre” sotto l’ombra
nera di tagli e della riduzione dei fondi destinati all’istruzione la
scuola soffre il disagio dell’abbandono e della trascuratezza,
sentendosi trattata  come scuola senza la “c”  dei contributi
e quindi come “suola”     è altrettanto vero e doloroso
ammetterlo.
    Che la scuola costituisca una fonte di reddito per
le casse comunali è un po’ strano, ma è pur vero. Ecco  una novità
del Comune di Catania che indica un “prezziario”  da utilizzare
per l’uso dei locali scolastici  (aule, laboratori, 
auditorium palestre) da parte di enti esterni,  privati e
associazioni senza fine di lucro.
    Nella circolare del 9 giugno, la Direzione della
Pubblica Istruzione del Comune di Catania, in ottemperanza al
provvedimento dirigenziale del 30 maggio, in attesa della revisione del
Regolamento per l’utilizzo dei locali e delle attrezzature scolastiche
di proprietà del Comune, ha indicato i costi da richiedere quasi un
canone  da corrispondere per le utenze sostenute dal Comune 
: €.5,41 per l’uso delle palestre ;€.5,68, l’ora per l’uso di aule e
laboratori: ed €. 12,00 per l’uso di auditorium e aule magne. Tale
somma viene aumentata di due euro nei casi in cui la struttura
scolastica è dotata di climatizzazione.
    Si legge inoltre che tale importo per le
associazioni onlus o senza fine di lucro, viene ridotto del 50%
     Ben vengano queste aperture che aprono nuovi
orizzonti di sviluppo e di valorizzazione del patrimonio  di
strutture e servizi, ma è doveroso ricordare che tutto ciò molti
presidi, nell’esercizio dell’autonomia  scolastica, lo hanno
già  realizzato e messo in atto da tempo,  stipulando
specifiche  convenzioni con enti e associazioni e favorendo in tal
modo  l’introduzione nel bilancio della scuola di somme e servizi
aggiuntivi in sostituzione dei mancati contributi del Comune. Da cinque
anni  le scuole di primo grado di Catania non ricevono dal Comune
le somme per la piccola  manutenzione degli edifici scolastici né
per le spese di funzionamento. Come hanno fatto le scuole  a
sopravvivere nessuno  degli amministratori comunali se lo chiede,
ma….intanto le scuole funzionano e reggono …. Non si sa fino a quando.
    Mettendo a disposizione delle società sportive
le  strutture scolastiche, i presidi  hanno potuto garantire
non solo un servizio prolungato di  attività sportiva per  i
propri alunni  in  ambiente protetto e sicuro, qual è appunto
la scuola, ma anche  la garanzia di una stabile manutenzione delle
strutture che i fondi comunali  non sono stati in grado di
sostenere. Oggi le nostre palestre sarebbero inguardabili  se non
si fosse trovato questo espediente, così pure tanti benefici sono stati
apportati alle strutture  ed alle attrezzature scolastiche, grazie
a questi contributi extra, provenienti anche dall’uso degli 
auditorium, dei laboratori e di  alcune aule  messe a
disposizione della Comunità cittadina , così da favorire una concreta
cooperazione ed interazione tra scuola e territorio.
    Si auspica che il nuovo regolamento comunale 
definisca meglio tale opportunità e che non diventi un vincolo
all’autonomia scolastica che opera con saggezza e oculatezza per il
bene della scuola e la sempre migliore qualità dei servizi scolastici.

 Giuseppe
Adernò

 redazione@aetnanet.org