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Precariato

Precari e concorso per Insegnanti di Religione Cattolica


 


Concorso di religione: lede il diritto di altre persone


 


 


Parte per gli insegnanti di religione il primo concorso nazionale per l’immissione in ruolo. La selezione, che riguarda le scuole d’infanzia, le primarie e le secondarie, avrà inizio mercoledì 21 aprile e coinvolgerà circa 21mila candidati, 6mila in più rispetto ai 15mila posti messi a concorso. È la prima volta che viene bandito un concorso a cattedra per questa materia, prima infatti gli insegnanti di religione venivano assunti con un contratto simile a quello dei supplenti. Pur avendo i titoli per insegnare, i docenti di religione non potevano prima d’ora passare di ruolo. Anzi, ogni anno dovevano ricominciare tutto daccapo per ottenere l’assegnazione della sede e del ruolo, a prescindere dall’anzianità di servizio. Ma, nonostante questi aspetti positivi, ci sono polemiche, specie in ambito sindacale. Le organizzazioni di categoria, infatti, ritengono che questi nuovi docenti in ruolo possano creare sconvolgimenti all’interno delle graduatorie, poiché, grazie ad una semplice revoca dell’autorità diocesana, potranno passare tranquillamente ad altre cattedre ed insegnare altre materie. Con il rischio che possano anche occupare il posto di colleghi laureati in discipline diverse.Ecco come i principali attori di questo cambiamento hanno raccontato cosa succederà con questo nuovo progetto.


«È un concorso legato all’approvazione di una legge ingiusta , perché per dare stabilità ad alcuni, lede il diritto di altre persone. L’ingiustizia è questa, basta che venga tolta l’idoneità da parte dell’autorità diocesana per far diventare un docente di religione insegnante di ruolo in un’altra materia, coprendo un posto che dovrebbe essere assegnato ad altri che ne hanno più diritto, scavalcando in graduatoria altri colleghi».


 


Prof. Ignazio Di Raimondo