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Contratto

Francesco Scrima (CilsScuola): ottiene risultati solo chi contratta

Con l’Intesa di
Palazzo Chigi siamo riusciti a riportare i temi del lavoro pubblico e
della scuola, compreso quello della sua produttività, ad un confronto
fra le parti da condurre  nella sede propria, l’ARAN, sottraendoli
ad ogni pretesa di intervento unilaterale e all’uso strumentale che ne
fa troppo spesso la politica.
Non potevamo accettare passivamente una moratoria contrattuale non
prevista al momento in cui abbiamo sottoscritto l’Intesa del 30 aprile
2009 e che molti volevano tradurre in una “messa all’angolo” del
sindacato.
Per questo abbiamo incalzato il Governo ottenendo anzitutto che si
definisca un accordo quadro in cui fissare, in modo chiaro, materie e
ambiti della contrattazione in questa fase di passaggio al nuovo
modello negoziale.
er questo abbiamo incalzato il Governo ottenendo anzitutto che si
definisca un accordo  uadro in cui fissare, in modo chiaro,
materie e ambiti della contrattazione in questa fase  i passaggio
al nuovo modello negoziale.
L’Intesa, come già detto, riconsegna al confronto fra le parti, nelle
sedi appropriate, temi   mportanti quali l’efficacia del
lavoro e della sua produttività.
Nel frattempo, salvaguarda pienamente le retribuzioni attualmente
percepite, ivi comprese  quelle attinte dal fondo di istituto, e
allontana ogni pretesa di immediata applicazione delle  procedure
premiali”, rinviate a successivi eventuali recuperi di efficienza.
Nel frattempo sono fatti esplicitamente salvi, per la scuola, gli
effetti del decreto  interministeriale sul recupero degli scatti
di anzianità.
Questi i reali e incontestabili risultati dell’intesa, che ridà spazio
alla contrattazione e da   subito affronta e risolve
questioni (fasce di merito, materie negoziabili) su cui da mesi
esistono tensioni e preoccupazioni fortemente avvertite dai lavoratori.
Per questo era un’intesa necessaria, per questo è utile e per questo
l’abbiamo voluta e  sottoscritta.
Le ragioni, tutte politiche, di chi non l’ha firmata, evidentemente
prescindono dal merito,
nell’errata convinzione che l’azione sindacale, per essere forte, debba
essere oggi
esclusivamente oppositiva al Governo, anche a costo di rinunciare a
possibili buoni
risultati.
Per motivare la non firma si è divagato su questioni che esulano
dall’oggetto specifico del
negoziato, straparlando di inesistenti “puntelli” al governo, in modo
inaccettabile e
offensivo.
Non è sicuramente così che si tutelano i lavoratori: il sindacato
ottiene risultati quando
svolge in autonomia il suo ruolo di soggetto negoziale, quando non si
rende subalterno
alla politica, quando non si limita a proclamare obiettivi, ma su
questi contratta e raggiunge
intese.

Francesco Scrima
 Segretario Generale CISL Scuola