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Precariato

Salvaprecari : al danno la beffa. “Ma nel su si campa d’aria?”

LETTERE IN
REDAZIONE

Sono una docente di sostegno che ha avuto la fortuna  di accedere
nel maggio del 2010 al salvaprecari regionale. Il suddetto aveva la
pretesa di essere un salvagente per i moltissimi precari che da un
momento all’altro grazie alla Riforma Gelmini si sono ritrovati fuori
dal mondo dell’istruzione anche dopo svariati anni di sacrifici e di
onorato servizio;purtroppo non si è rivelato tale! Al danno è seguita
la beffa: alla quasi totale cessazione del progetto, prevista per la
fine di ottobre, non si è visto ancora un centesimo ;in concomitanza
con il progetto non possiamo accettare supplenze temporanee; non
abbiamo diritto a contributi previdenziali e di assistenza
sanitaria(non è possibile il riscatto né per fini pensionistici né per
il servizio);
facendo riferimento alla bozza dei nuovi progetti targati Centorrino si
prevedono altri profili professionali (viene esclusa la figura
dell’insegnante di sostegno), non ci viene assicurata la continuità
scolastica nel 2010-2011 e pertanto quando torneremo inoccupati non ci
spetterà alcuna indennità di disoccupazione; tuttavia ci viene
garantito il punteggio relativo all’anno scolastico 2009-2010. D’altra
parte è proprio vero quel che cantava Otello Profazio:Il sud è nu’paese
bello assai, ma che bisogno c’è di lavorare?cu’ stu cielu, sta’luna e
cu’stu mari?Siamo genti felici e stracontente,non abbiamo bisogno mai
di niente!Qua si campa d’aria!

Mariateresa Grippaldi

redazione@aetnanet.org