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Lunedì 13 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Kairòs e Kronos, il tempo giusto e il tempo della storia

Non c’è storia
senza un’intenzione e uno scopo ben preciso Se anche – per ipotesi- ci
fosse, dovremmo in ogni caso rifiutarci di crederlo, ribellarci
all’idea del caos e al disordine etico del non senso. Il compito
dell’uomo è quello di scoprire i significati della storia, di indicarli
e di esprimerli; in sostanza, ci corre l’obbligo morale, – se non
vogliamo disperare per sempre, puntando tutto sul visibile della
semplice storia evenemenziale -, di volgere lo sguardo oltre la nostra
“siepe”, e saper vedere nel contingente- particolare, il significato
universale e metafisico.
I grandi cambiamenti, non quelli quantitativi, ma quelli qualitativi,
quelli , cioè, che ci rivoltano e ci cambiano dal di dentro, sono
sempre dovuti alla coscienza del Kairòs, del tempo giusto, nella cui
ora, quando è scoccata, accade qualcosa di nuovo nella Storia, di
essenziale, di unico e irrepetibile: il non “manifestato”, si
immanentizza, l’eterno irrompe nel temporale, scuotendolo e
trasformandolo, dando il via ad una crisi in profondità dell’esistenza
umana” (P. Tillich, The systematic theology, vol.III, cfr.B. Bertalot ,
in Humanitas, a,XXVI,n.3,1971).
Purtroppo, per molti di noi la realtà temporale si riduce ad una
ripetizione monotona di “triti fatti”, scanditi e regolati dalle
lancette dell’orologio, e la vita a una continua morte, e i successi a
una continua sconfitta, e le speranze a una continua disperazione. In
tale prospettiva meccanica, la durata del tempo diventa una realtà
alienata e alienante; la storia un non senso, un continuum casuale di
fatti giustapposti, il tempo uno sperpero “vano, più che
crudele”(Montale).
Khrònos ci tiene prigionieri delle cose visibili. Schiavi di khrònos,(
il tempo misurabile con le nostre unità di misura), nel cicaleccio dei
quotidiani affanni, gli uomini di oggi sembrano avere dimenticato la
qualità del Tempo; il battito più profondo, lontano e sempre presente
del kairòs, dell’ora invisibile e rivelatrice in cui esplode, talvolta,
l’epifania del divino nella materia, e un solo istante vale più di
mille secoli di storia, se può rivelare noi a noi stessi, e farci
partecipi dell’armonia del Tutto.

Nuccio Palumbo
redazione@aetnanet.org