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Lunedì 13 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Incontri

DIECI ANNI DI AUTONOMIA SCOLASTICA Celebrati al Parini con il tema “Scuola , e ora?”

I dieci anni
dell’autonomia scolastica, che ha avviato i primi passi appunto nel
settembre dell’anno 2000, sono stati celebrati all’Istituto Parini  con il
convegno su “SCUOLA E ORA? Il metodo Monasta- Torrigiani di
progettazione del curricolo e valutazione dell’apprendimento”.
Un interrogativo che pone tante perplessità e che sollecita a guardare
avanti
Una data così importante non poteva passare sotto silenzio, ha
detto  il preside Giuseppe
Adernò 
nell’introduzione al convegno,  
tratteggiando  il cammino della scuola italiana in questo
decennio, denso di innovazioni e di cambiamenti.
L’autonomia scolastica, attivata a seguito della modifica del titolo V
della Costituzione, essendo la scuola una istituzione di servizio
pubblico, ha modificato il volto organizzativo della scuola , la quale,
nel rispondere ai bisogni dell’utenza e del territorio, ha la facoltà
di promuovere servizi e progetti finalizzati , mettendo in atto uno
specifico “piano dell’offerta formativa”, in coerenza al “progetto
educativo d’Istituto.
Mentre da una parte  l’autonomia ha apportato modifiche
organizzative e gestionali, cariche di non poche  responsabilità
per i dirigenti e gli operatori, dall’altra  si registra
un’autonomia incompiuta ,spesso mortificata dalla non   
coerenze assegnazione delle risorse necessarie. Il tanto auspicato
“organico d’Istituto” e  la modifica degli organi collegiali sono
ancor tasselli mancanti all’autonomia scolastica.
Tra le principali innovazioni che hanno resistito alle diverse 
incursioni legislative determinate dal cambio di  ben  cinque
ministri che si sono succeduti nel decennio,  il tema della
progettazione didattica e della  valutazione per competenze ha
consolidato una nuova  cultura e prassi scolastica, anche se
ancora occorre una rinforzata azione di convinta motivazione tra tutti
gli operatori.
Il passaggio dalla scuola statica e immobile, ingessata nello
svolgimento del programma si è passati al boom della “scuola dei
progetti” che a volte hanno prevalso sulla didattica, rendendola
“progettificio” ed ora si è tentato di recuperare il “progetto della
scuola” secondo un definita contrattualità ed offerta  formativa ,
espressione di un vero  “patto pedagogico”
    In questo momento storico  della scuola
italiana sono alla luce della ribalta le proteste per i tagli e le
riduzioni di cattedre, di ore di insegnamento, secondo l’impianto dei
nuovi licei e la contrazione del tempo prolungato,  motivo di
contestazione di piazza e  di reale disagio per tanti giovani
docenti che hanno investito nel lavoro a scuola il loro futuro. A
questi dati numerici, purtroppo corrispondono altrettante 
negative classifiche che registrano i dati  degli studenti evasori
dell’obbligo scolastico, degli alunni bocciati che non arrivano al
diploma, degli universitari che parcheggiano negli atenei, dei pochi
laureati e dei  pochissimi che si affermano nel campo
professionale per competenze e performance che  cominciano a
maturare  proprio tra i banchi di scuola.
Su questo tema è intervenuto, appunto, il prof. Attilio Monasta già
docente di pedagogia sperimentale e didattica all’Università di
Firenze,  direttore dell’agenzia “Aristeiaonline”,  il quale
ha illustrato ai numerosi docenti dei tre ordini di scuola il “metodo
per progettare il curriculo” che va ben oltre la semplice e
tradizionale trasmissione delle conoscenze e punta essenzialmente
sull’apprendimento, inteso come modifica del modo di pensare, di
sentire e di agire, ed esprime anche nell’extra scuola le competenze
del saper fare e del saper essere acquisite attraverso lo studio delle
discipline.
    Il messaggio di trasformare il “tempo di
insegnamento” e le ore di lezione svolte dal docente in efficaci “ore
di apprendimento” per gli studenti, va ben oltre la contestazione della
riduzione delle ore assegnate alle singole discipline, in quanto
essendo solo un mezzo, non possono diventare il fine della scuola.
Puntare al traguardo alto delle competenze ed utilizzare tutti gli
strumenti opportuni per certificarli in maniera corretta e puntuale, è
la scommessa e la sfida del prossimo decennio nella scuola italiana.
    Non ci sono, infatti, materie importanti e materie
di serie B, ma la differenza nasce dalle materie insegnate bene e
quelle non insegnate, ancorché scritte nell’orario e svolte soltanto
formalmente.
    I risultati che la scuola produce sono, infatti,
espressione, di tali strategie e l’applicazione di un  corretto
metodo di “valutazione dell’apprendimento” offre garanzie di successo
formativo.
    La ricorrenza del decennale mette in luce i
molteplici aspetti innovativi messi in atto, ma convinti che “I
cambiamenti o si governano o si subiscono”. credo proprio che  sia
indispensabile  che vengano “governati” da protagonisti attivi e
responsabili.
    Non ci sono ricette, non ci sono terapie standard o
modelli  e schede  da fotocopiare. Unica regola e norma da
seguire è quella di  pensare al miglior bene degli studenti 
e per loro, per il loro futuro professionale progettare il percorso,
che prende il nome di “processo” di formazione, termine dinamico di
movimento  e di azione.

redazione@aetnanet.org