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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Spesa pubblica

Agli uomini di cultura,agli artisti e a coloro che ricordano con affetto la loro maestra

Lettere in redazione
Cari amici,
Sono una docente di scuola primaria in attesa, ventennale, di
immissione in ruolo,una docente che ha maturato titoli e
professionalità,una maestra che ha visto passare davanti a sè bambini
di tante scuole e testimoni di tante realtà sociali, una maestra a cui
è toccato vedere piangere i propri alunni e piangere ella stessa per il
distacco forzato voluto dal sistema scolastico malato italiano, sono
colei che viene denominata una “precaria storica”.
Noi precari della scuola stiamo subendo l’umiliazione e la drammaticità
che comporta un licenziamento.
Lottiamo per difendere il nostro posto di lavoro e per scongiurare la
ricaduta sul sociale, soprattutto al Sud dove i tagli sono stati più
estesi. Inoltre portiamo avanti una battaglia sociale e civile perché
osserviamo  l’inizio di un chiaro progetto di smantellamento della
Scuola Pubblica. Quella Scuola Pubblica che dovrebbe essere tra i beni
primari di una società civile e che oggi in Italia si ritrova
penultima, su 33 Paesi nella quota pil dedicata al settore,secondo i
recenti dati ocse.
>
> Quella che viene definita “Riforma” si fonda unicamente su basi
economiche e non su solidi impianti pedagogici.
>
> La parola RIFORMA, che ha in sé una valenza positiva, viene
utilizzata per mascherare il progetto di distruzione della scuola
pubblica, che sarà realizzato attraverso interventi che non rinnovano e
non migliorano il percorso educativo-didattico dei nostri allievi.
Rispondono però ad una concezione selettiva che ignora ed emargina
tutte quelle realtà di disagio socioculturale presenti nelle aree
metropolitane o di scarso sviluppo socio-economico, e  che non
tiene conto delle esigenze, dei bisogni, degli stili di apprendimento
delle nuove generazioni.
>
> Tali interventi non mirano a risolvere le contraddizioni, di certo
presenti oggi nella scuola, ma si  inseriscono in un processo di
ristrutturazione che vuole unicamente impoverirla e dequalificarla.
>
>Con questa lettera mi rivolgo a coloro i quali rappresentano il
mondo della cultura e dell’arte per invitarli ad essere solidali con
noi e per combattere una battaglia comune contro gli indecenti tagli al
mondo della CULTURA. Noi precari desideriamo mettervi a conoscenza di
quanto sta accadendo nel mondo della SCUOLA, quel mondo dove la parola
cultura è di casa, quel mondo che ha dato a Voi i primi strumenti del
mestiere, quel mondo dove crescono bambini e adolescenti che un giorno
saranno la società del domani.
>
> E’ vero: nella scuola ci sono tante cose che non vanno. Però, è
altrettanto vero che i guasti presenti nella nostra società,
inevitabilmente si ripercuotono su ogni sfera sociale. La scuola è come
un mare su cui si riversano i fiumi delle disfunzioni: quelle
socio-economiche delle famiglie, quelle politico-economiche degli enti
locali ed infine quelle corrotto-politiche che colpiscono il personale
delle scuole pubbliche e private.
>
> Da troppo tempo la classe docente sta subendo un forte campagna
denigratoria che sicuramente fa comodo a chi vuole distruggere la
Scuola Pubblica Statale. Tuttavia, tale azione non può ingannare quella
società attenta, che osserva l’AMORE  con cui una maestra cura i
propri alunni e la volgarità, la grossolanità, la frivolezza e il
linguaggio sboccato, con cui si propongono la maggior parte dei
programmi televisivi che ormai da anni fungono da “ tate” per i nostri
figli.
>
>
>
> Cari amici,
>
> Voi che operate nel mondo della CULTURA.
>
> Voi che avete raccontato storie “emozionanti, drammatiche,
graffianti, visionarie, fantastiche, disincantate, ma anche utopiche”.
>
> Voi che mostrate grande sensibilità nell’interpretare i più
svariati ruoli di donne e uomini che camminano con gioia, ma spesso con
fatica nel mondo.
>
> Voi che con le vostre voci e con le vostre mani, con i vostri
suoni,  ci toccate l’anima.
>
> Voi non  ricordate più l’affetto per la vostra maestra?
>
> Voi non ritornate più con la mente tra i banchi di scuola?
>
> Voi non avete un figlio da accompagnare a scuola?
>
> Nessuno di Voi ha voglia di capire che cosa sta accadendo OGGI
alla SCUOLA?
>
> Nessuno di Voi vuole saperne di più  di quegli
insegnanti,  che si chiamano “precari” solo perché la loro vita è
stata tradita dall’amore per una professione che può cambiare il mondo
?!
>
> NOI, vorremmo sentire la vostra voce, vorremmo avervi al nostro
fianco, per sentirci più confortati e più forti.
>
> In una società dove la CULTURA si frantuma e si diversifica
davanti al piccolo schermo e nel contempo, si cerca di riattaccarla e
mantenerla viva in edifici vecchi e inadeguati, è fondamentale
investire sulla SCUOLA, sulla CULTURA,  per far crescere
armonicamente la SOCIETA’ .
>
> Grazie a tutti coloro i quali, accoglieranno questo appello.
>
> Noi precari di Catania siamo sempre in via Coviello e ci
piacerebbe tanto che un uomo di CULTURA ci venisse a trovare.
>
 
Carmen Coco

 carmela.coco@alice.it