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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Precariato

Di Menna (Uil): basta con questo sistema ‘borbonico’La scuola non può essere un graduatorificio permanente

Settecentomila
insegnanti oggi danno il via al nuovo anno scolastico con riunioni
collegiali preparatorie alla ripresa delle lezioni. Un lavoro
importante e sempre più difficile che va riconosciuto, sostenuto e
valorizzato
Per molti un muro di burocrazia per avere un posto in graduatoria. Di
Menna: basta con questo sistema ‘borbonico’La scuola non può essere un
graduatorificio permanente Serve una scossa di modernizzazione
Le proposte Uil Scuola:

Le proposte Uil Scuola:
stabilità, continuità, bandi di concorso, incarichi pluriennali,
sostegno ai precari
Sette milioni di studenti, 370 mila tra sezioni e classi, 729 mila
insegnanti, 237 mila personale Ata: sono i numeri che fotografano il
nostro sistema scolastico.

Numeri significativi e consistenti che mostrano come le attività
connesse all’avvio dell’anno scolastico ‘spostano’, e non solo
numericamente, migliaia di persone.

Stabilità, continuità, valorizzazione del lavoro; sono questi i
principi che vorremmo vedere applicati – commenta il segretario
generale della Uil scuola, Massimo Di Menna.

Ogni anno assistiamo a due processi paralleli: da un lato l’avvio delle
lezioni, il regolare rientro in classe degli studenti e dei professori
(per l’85% di ruolo) dall’altro il ripetersi delle file, delle
verifiche estenuanti, dell’attesa per la chiamata per un incarico o una
supplenza (per la copertura del 15% dei posti).

Il paradosso al quale assistiamo – aggiunge Di Menna – è che la scuola
italiana, funziona e produce risultati di qualità, nonostante la
burocrazia pesi come un macigno. Bisogna:
– valorizzare quanti svolgono con competenza e passione il loro lavoro
(riuniti già da oggi nei collegi dei docenti per programmare le
attività didattiche)
– garantire continuità e sostegno alle attività evitando continui
spostamenti e pratiche inutili
– dare certezze a quanti aspirano ad insegnare.

Sono oltre duecentomila gli insegnanti iscritti nelle graduatorie e per
loro, ogni anno si ripete la stessa storia. Master, corsi, diplomi,
titoli, certificazioni, verifica dei punteggi: tutto serve per avere un
posto in graduatorie e aspirare a lavorare.
Bisognerebbe – propone il segretario della Uil Scuola – ricominciare
seriamente a fare i concorsi per assumere là dove ci sono posti
disponibili e dove sono esaurite le graduatorie ed evitare il continuo
formarsi di precariato.

La via della stabilità passa anche attraverso organici e contratti
pluriennali – puntualizza Di Menna – consentirebbero la continuità
nella didattica e nei servizi e permetterebbero di superare
definitivamente l’attuale modello che ripropone di anno in anno gli
stessi inceppamenti.

Situazione resa più complessa dai 25.600 tagli di organico del
personale docente e 7.500 del personale Ata.

Dato che, se messo in relazione con le previste immissioni in ruolo (10
mila per i docenti e 6.500 per il personale Ata) e i pensionamenti,
mostra, nella crudezza dei numeri, che circa 10 mila persone potrebbero
non avere l’incarico confermato. Ad essi va garantito lavoro e
retribuzione. Occorre passare dai numeri alle persone.

La Uil Scuola è a fianco dei precari giustamente preoccupati per il
loro posto di lavoro e sta promuovendo iniziative e manifestazioni nei
territori.

Per il prossimo 14 settembre è stata convocata la riunione dei
segretari regionali proprio al fine di verificare attentamente la
situazione nelle singole realtà territoriali e dare concreta tutela
alle persone.

Per conoscere l’esatto numero di quanti resteranno senza incarico,
bisogna attendere il completamento delle nomine. La sollecitazione che
la Uil Scuola fa al ministero è di fissare con tempestività una
riunione con i sindacati per verificare e monitorare tutti i casi che
richiedono interventi mirati.

Al ministro – aggiunge Di Menna – chiediamo poi di dare continuità agli
impegni assunti dal Governo sugli aspetti retributivi e sulla
valorizzazione professionale.

redazione@aetnanet.org