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Riforma

Reggio Emilia:la riforma Gelmini mette caos anche nei trasporti pubblici

Il passaggio
della durata delle lezioni da cinquanta a sessanta minuti costringe le
aziende di servizi di trasporto a fare salti mortali per evitare disagi
agli studenti. Col rischio di non starci dentro con le spese
(da
http://www.viaemilianet.it)
Tanto traffico per dieci minuti in più. A creare un bel grattacapo alle
aziende di trasporto pubblico è l’allungamento da cinquanta a sessanta
minuti dei periodi di lezioni delle scuole superiori. Un cambiamento
voluto dal ministro Mariastella Gelmini nella sua cosiddetta riforma,
che, come spiega una nota della Provincia
di Reggio Emilia, a
l pari di tante altre riforme, viene
realizzata a scapito degli Enti Locali, chiamati a provvedere alla
riorganizzazione di tutti i servizi, compresi i trasporti, in un
contesto generale di tagli e di risorse sempre più esigue.A Palazzo
Allende è tutto un gran da farsi per cercare di far combaciare gli
orari degli autobus con lo squillare delle nuove campanelle. La
“riformata” ora scolastica di sessanta minuti va a cambiare i momenti
di ingresso e di uscita da scuola a scuola. Ciascun istituto decide
infatti per conto proprio. “Sono stati esaminati i singoli orari ed il
flusso di studenti, con i loro movimenti, ed ognuno, in un clima di
grande collaborazione, ha evidenziato le proprie criticità e le proprie
esigenze”, spiega l’assessore provinciale alla Mobilità sostenibile,
Alfredo Gennari.

“Tra i principali problemi – continua Gennari – l’enorme sforzo
economico, di mezzi ed autisti, che comporterebbe il moltiplicare le
corse degli autobus: un costo elevatissimo che, oltretutto, alla fine
consentirebbe di trasportare, più o meno, lo stesso numero di studenti
dello scorso anno. Le ottimizzazioni ed i risparmi invocati dai vari
ministri Gelmini, Brunetta e Tremonti si tradurrebbero dunque in un
forte incremento di spesa per gli Enti locali, senza alcun aumento del
numero di utenti del trasporto pubblico”.

redazione@aetnanet.org