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Riforma

in Alto Adige la riforma delle superiori parte dall’anno scolastico 2011/12.

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src=”/wp-content/uploads/2010/05/kasmursab.jpg” align=”left” hspace=”5″ vspace=”5″>Dal
Ministero all’istruzione l’assessora provinciale Sabina Kasslatter Mur ha ottenuto
ieri (19 maggio) a Roma l’ok
all’applicazione in Alto Adige della riforma delle superiori solo a
partire dall’anno scolastico 2011/12.
Nei colloqui con i
dirigenti ministeriali si è parlato anche dell’attuazione della
maturità professionale e di un migliore ancoraggio del bilinguismo alla
LUB. http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?redas=yes&aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=329684
E se si è fatto in AltoAdige, perchè
non si può fare in Sicilia?

redazione@aetnanet.org


La riforma della scuole superiore troverà applicazione in Alto Adige un
anno più tardi rispetto al resto del territorio nazionale: “A Roma ho
spiegato ai funzionari ministeriali i motivi di questo rinvio e ho
ottenuto via libera”, spiega l’assessora Kasslatter Mur. La condizione:
anche in Alto Adige i primi “nuovi” diplomi di maturità dovranno essere
assegnati nel 2014/15. “Pertanto gli studenti che ora si iscrivono alla
prima classe superiore avranno un percorso scolastico con il passaggio
ai nuovi indirizzi”, sottolinea Kasslatter Mur, che spera in una
trattazione del progetto di riforma già a settembre in Consiglio
provinciale. In inverno poi la Giunta emanerà le specifiche direttive,
compreso il piano di distribuzione delle scuole, “che disciplinerà
quali tipologie scolastiche offrire e dove”, aggiunge l’assessora.
Nei colloqui a Roma Kasslatter Mur ha discusso anche dell’introduzione
della maturità professionale. I rappresentanti del Governo hanno
assicurato la loro collaborazione nello sviluppo del nuovo percorso
scolastico. “Dobbiamo fissare d’intesa con Roma i contenuti per poter
garantire il quinto anno al più tardi nel giro dei prossimi tre anni”,
spiega l’assessora. Tema del vertice romano anche il plurilinguismo nei
percorsi universitari, con la richiesta di un consolidamento
soprattutto nella formazione degli insegnanti. “Per la lingua tedesca e
ladina abbiamo bisogno delle stesse possibilità di apprendimento
dell’italiano, in forma di letteratura e linguistica”, sintetizza
Kasslatter Mur.