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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Nuove Tecnologie

Gli indirizzi e-mail non sono pubblici

Gli indirizzi di posta elettronica non sono liberamente
utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in rete. La vasta
conoscibilità degli indirizzi e-mail che Internet consente, non rende
lecito l'uso di questi dati personali per scopi diversi da quelli per i
quali sono presenti on line. Gli indirizzi e-mail non sono, insomma,
“pubblici” come possono essere quelli presenti sugli elenchi telefonici.

Il principio è stato ribadito dall'Autorità Garante che ha affrontato in questi ultimi mesi diversi casi di utenti
che avevano segnalato la pratica ormai diffusa di inviare e-mail
commerciali ad indirizzi di posta elettronica raccolti in rete. Alle
proteste degli utenti, le società che avevano inviato le e-mail
rispondevano che non vi era stata alcuna violazione della privacy perché
gli indirizzi erano stati reperiti su Internet  e che pertanto erano “pubblici”.

Niente di più sbagliato, afferma l'Autorità. Gli
indirizzi di posta elettronica non provengono, infatti, da pubblici
registri, elenchi, atti o documenti formati o tenuti da uno o più soggetti
pubblici e non sono sottoposti ad un regime giuridico di piena
conoscibilità da parte di chiunque. La circostanza che l'indirizzo e-mail
sia conoscibile di fatto, anche momentaneamente, da una pluralità di
soggetti non lo rende, infatti, liberamente utilizzabile e non autorizza
comunque l'invio di informazioni, di qualunque genere, anche se non
specificamente a carattere commerciale o promozionale, senza un preventivo
consenso.

L'Autorità sottolinea che l'eventuale disponibilità in
Internet di indirizzi di posta elettronica, anche se resi conoscibili
dagli interessati per certi scopi  attraverso siti web o newsgroup, va “rapportata alle
finalità per cui essi sono pubblicati sulla rete”.

A maggior ragione questo principio vale in caso di uso
indebito di software che rastrellano automaticamente migliaia di indirizzi
in rete o li creano “a tavolino” a prescindere da un accertamento sulla
loro effettiva esistenza.


Per poter inviare e-mail senza violare la privacy degli
utenti web è obbligatorio, dunque, ottenere prima il loro consenso.