- Roma, 4 febbraio 2010 – Riforma dei licei
- Roma, 4 febbraio 2010 – Riforma dell’Istruzione tecnica e professionale
- Roma, 15 gennaio 2010 – Parte la riforma della scuola superiore
- Roma, 24 novembre 2009 – I nuovi licei al confronto con il mondo della scuola …
- Roma, 12 giugno 2009 – Scuola, CdM approva riforma dei licei, si parte dal 2010
- Roma, 28 maggio 2009 – Riordino istruzione tecnica e professionale
Qualità e modernizzazione
Stop alla frammentazione
Meno ore, più approfondimento
Nel territorio, aperti al lavoro
4/02/2010 – Profili, Quadri orari e Tabelle dei Nuovi tecnici approvati
Gli istituti tecnici sono riordinati e rafforzati dalla Riforma, con una nuova identità fondata sulla cultura tecnica e scientifico-tecnologica, che ne esalta il ruolo come scuole dell’innovazione permanente. L’attuale frammentazione degli indirizzi (39 ordinari e circa 200 sperimentali), viene superata con l’individuazione di due grandi settori e 11 indirizzi: 1) il settore economico con due indirizzi; 2) il settore tecnologico con nove indirizzi.
Tutti gli istituti tecnici hanno la durata di cinque anni; sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l’esame di Stato e conseguono il diploma di istruzione tecnica, utile ai fini della continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria, oltre che nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, soprattutto in quelli di specializzazione riguardanti le aree tecnologiche di “Industria 2015” presso gli istituti tecnici superiori, in via di costituzione.
L’orario settimanale scende da 36 a 32 ore (il tempo scuola per gli studenti aumenta, in quanto si tratta di ore effettive e non più ridotte a 50 minuti come oggi avviene di solito).
Il profilo educativo e i profili degli indirizzi sono configurati in modo da rispondere efficacemente alla richieste del mondo del lavoro, anche delle libere professioni.
Guardiamo, nel dettaglio, le modifiche introdotte nel regolamento adottato dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio u.s., rispetto a quello, in prima lettura, del 28 maggio 2009:
Settore tecnologico
– L’indirizzo “agraria e agroindustria” è stato ridenominato, su proposta del Ministero delle politiche agricole, in “agraria, agroalimentare e agroindustria”, con l’introduzione di una specifica articolazione per la “viticoltura e l’enologia”, che potrà consentire ai giovani diplomati , attraverso un anno aggiuntivo, di conseguire anche la specializzazione di enotecnico;
– nell’indirizzo “costruzione ambiente e territorio” è stata introdotta l’articolazione “geotecnica” per formare tecnici per la difesa del suolo e dell’ambiente, accogliendo anche la richiesta degli attuali istituti tecnici industriali del settore minerario;
– l’indirizzo “chimica, materiali e biotecnologie” è stato meglio definito con riferimento alle articolazioni “biotecnologie ambientali” e “biotecnologie sanitarie”;
– l’indirizzo trasporti e logistica è stato ridefinito in modo da dare spazio alle specificità del settore trasporti (aeronautico, navale e terrestre).
Settore economico
– L’indirizzo “amministrazione, finanza e marketing” è stato ridefinito in modo da prevedere due articolazioni, rispettivamente per “relazioni internazionali per il marketing” (ex periti aziendali e corrispondenti in lingue estere) e per i “sistemi informativi aziendali” (ex programmatori);
Per effetto delle predette modifiche, i nuovi istituti tecnici si presentano così:
Settore economico
1. Amministrazione, Finanza e Marketing
Articolazioni: Relazioni internazionali per il marketing; Sistemi informativi aziendali
2. Turismo
Settore tecnologico
1. Meccanica, Meccatronica ed Energia
Articolazioni: Meccanica e meccatronica; Energia
2. Trasporti e Logistica
Articolazioni: Costruzione del mezzo; Conduzione del mezzo; Logistica
3. Elettronica ed elettrotecnica
Articolazioni: Elettronica; Elettrotecnica; Automazione
4. Informatica e telecomunicazioni
Articolazioni: Informatica; Telecomunicazioni
5. Grafica e Comunicazione
6. Chimica, Materiali e Biotecnologie
Articolazioni: Chimica e materiali; Biotecnologie ambientali;
Biotecnologie sanitarie
7. Sistema Moda
Articolazioni: Tessile, abbigliamento e moda; Calzature e moda
8. Agraria, agroalimentare e agroindustria
Articolazioni: Produzioni e trasformazioni; Gestione dell’ambiente e del territorio; Viticoltura ed enologia
9. Costruzioni, Ambiente e Territorio
Articolazione: Geotecnica
Gli istituti tecnici possono dotarsi, nella loro autonomia, di nuovi modelli organizzativi, quali i Dipartimenti per una migliore progettazione formativa collegiale e il Comitato tecnico-scientifico, formato da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, per rafforzare il dialogo con i soggetti del territorio, soprattutto ai fini dell’orientamento alle professioni tecniche e per realizzare stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.
Le metodologie innovative basate sull’utilizzo diffuso dei laboratori a fini didattici sono considerate uno strumento essenziale per un insegnamento efficace e attraente per gli studenti. Il laboratorio dovrà diventare progressivamente l’ambiente ordinario del fare scuola, in tutti gli ambiti disciplinari e, soprattutto, per gli insegnamenti di indirizzo. Nei quadri orario sono riportate le ore di compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori.
Gli istituti tecnici del settore tecnologico sono dotati di un Ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro costante adeguamento alle esigenze poste dall’innovazione tecnologica e dalla necessaria sicurezza delle persone e dell’ambiente.
Con successivi decreti sarà definito l’elenco nazionale delle opzioni per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo a partire dalla terza classe, utilizzando la quota di flessibilità del 30% del secondo biennio, e del 35% del quinto anno, per rispondere a specifiche esigenze territoriali e/o di particolari settori produttivi.
Le aziende italiane cercano moltissimi diplomati tecnici ogni anno, molto più di quelli che conseguono il diploma di istruzione tecnica nei settori richiesti. Un diploma di istruzione tecnica è, quindi, una “chiave” per entrare, in tempi brevi, nel mondo del lavoro.
Disponibili i primi documenti approvati:
4/02/2010- Profili, Quadri orari e Tabelle dei Nuovi professionali approvate
Tutti gli istituti professionali hanno la durata di cinque anni, e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l’esame di Stato per il conseguimento del diploma di istruzione professionale, utile anche ai fini della continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria, oltre che nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, anche presso gli istituti tecnici superiori , in via di costituzione.
I nuovi istituti professionali hanno un ordinamento molto leggero e flessibile per poter interagire con i sistemi produttivi territoriali e rispondere alle esigenze del mondo del lavoro e delle professioni in una dimensione “Glocal”, aperta all’innovazione permanente.
Gli attuali indirizzi sono stati ridotti da
L’orario settimanale scende da
Gli istituti professionali del settore industria ed artigianato sono dotati anche di un ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei complessi laboratori di questo settore .
Come gli istituti tecnici, gli istituti professionali possono dotarsi, nella loro autonomia, di nuovi modelli organizzativi, quali i Dipartimenti per una migliore progettazione formativa collegiale e il Comitato tecnico-scientifico, formato da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, per rafforzare il dialogo con i soggetti del territorio, soprattutto ai fini dell’orientamento alle professioni tecniche e per realizzare stage, tirocini e l’alternanza scuola-lavoro.
Le metodologie innovative basate sull’utilizzo diffuso dei laboratori a fini didattici sono considerate, come per gli istituti tecnici, uno strumento essenziale per un insegnamento efficace e attraente per gli studenti. Il laboratorio dovrà diventare progressivamente l’ambiente ordinario del fare scuola, in tutti gli ambiti disciplinari e, soprattutto, per gli insegnamenti di indirizzo. Nei quadri orario sono riportate le ore di compresenza degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori.
Guardiamo, nel dettaglio le modifiche introdotte nel regolamento adottato dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio u.s., rispetto a quello, in prima lettura, del 28 maggio 2009:
Settore industria e artigianato
– In questo settore, è stato ricondotto l’indirizzo “manutenzione e assistenza tecnica” previsto in precedenza nel settore servizi;
– sono stati rivisti i profili dell’indirizzo “produzioni industriali e artigianali”, in modo da dare spazio alle produzioni che caratterizzano le filiere del Made in Italy (mobile e arredo, trasformazione del prodotto ittico, etc.), anche con riferimento all’artigianato artistico (es. liuteria, confezione per l’abbigliamento …..);
Settore servizi
– E’ stato rivisto il profilo dell’indirizzo “servizi commerciali”, in maniera da renderlo rispondente ai sistemi produttivi territoriali (ad esempio, aziende per la pubblicità, turistiche ……);
– sono state introdotte due articolazioni nell’indirizzo “servizi socio-sanitari” riguardanti gli “ottici” e gli odontotecnici”;
– sono stati ridefiniti i laboratori dell’indirizzo per “l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera” , in modo da assegnare uno spazio autonomo ai laboratori di “enogastronomia, ”servizi di sala e di vendita” e “accoglienza turistica”.
Per effetto delle predette modifiche, i nuovi istituti professionali si presentano così:
Settore dei servizi
1 Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
2 Servizi socio-sanitari
Articolazioni 1) Odontotecnico; 2) Ottico.
3 Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, con tre articolazioni
Articolazioni 1) Enogastronomia; 2) Servizi di sala e di vendita; 3) Accoglienza turistica.
4 Servizi commerciali
Settore industria e artigianato
1 Produzioni industriali e artigianali
2 Manutenzione e assistenza tecnica
Gli istituti professionali hanno un ruolo complementare e integrativo rispetto al sistema di istruzione e formazione professionale di competenza regionale e potranno continuare a realizzare, in regime di sussidiarietà, percorsi triennali per la qualifica professionale. In mancanza di tali intese continueranno a realizzare gli attuali percorsi di qualifica, con l’utilizzazione delle quote di flessibilità dei piani di studio: dal 25% del primo biennio al 35% del terzo anno.
Con successivi decreti sarà definito l’elenco nazionale delle opzioni per l’ulteriore articolazione delle aree di indirizzo a partire dalla terza classe, utilizzando la quota di flessibilità del 35% del secondo biennio, e del 40% del quinto anno, per interconnettersi efficacemente con i sistemi produttivi territoriali.
I giovani diplomati degli istituti professionali, come quelli degli istituti tecnici, sono molto richiesti dal mondo del lavoro e avranno ancora più opportunità in relazione ai profili dei nuovi indirizzi che offrono una visione sistemica delle filiere produttive di riferimento.
I documenti disponibili approvati:
ProfiloCulturale_Professionali All_A.pdf
ProfiliQuadri_Professionali_ALL_B_C.pdf
TabellaConfluenze_Professionali_ALL_D.pdf
5/2/2010: caratteri generali dei nuovi quadri orari
1. Primo criterio: i “pilastri”
Una osservazione critica avanzata da più parti, che si è ritenuto di dover accogliere, riguardava il difetto di corrispondenza fra la funzione di completamento del percorso dell’obbligo d’istruzione, assegnata al primo biennio, e un quadro orario che non in tutti i percorsi assicurava la continuità disciplinare, relativamente ai quattro assi culturali su cui il DM 139/2008 configura il sistema delle competenze essenziali in uscita dall’obbligo, in particolare per l’asse scientifico. Alla decisione di inserire di conseguenza le scienze naturali anche nei bienni dove non erano previste, si è accompagnata una riflessione più generale sull’opportunità di fondare il sistema dei licei su alcuni “pilastri”, presenti in ogni percorso, che assicurassero un denominatore identitario comune, un’anima, per così dire, all’istruzione liceale italiana. Si è dunque deciso di far ruotare i caratteri specifici di ciascun curricolo intorno alla presenza comunque significativa, in termini di monte ore, di tre materie chiave: l’italiano, la lingua straniera, la matematica, avendo cura di garantire in tutti i quinquenni l’insegnamento delle scienze e/o della fisica e della storia dell’arte. Il sistema cessa così di essere “a canne d’organo”.
2. Secondo criterio: la “consistenza” oraria
Si è cercato il più possibile di evitare la frantumazione del quadro orario, procedendo ad accorpamenti disciplinari nuovi (storia e geografia, scienze naturali) ed evitando in ogni caso (fatto salvo che per la religione cattolica) materie a 33 ore. Ciò limita lo “spezzatino” delle materie e rende maggiormente praticabile l’esercizio dell’autonomia scolastica (le quote del 20% e 30% a disposizione delle istituzioni scolastiche).
3. Terzo criterio: la “caratterizzazione”
Nella costruzione dei quadri ci si è posti l’obiettivo di caratterizzare con forza gli indirizzi. Il che significa, in concreto, che le materie tipiche non sono mai sotto la soglia delle 99 ore. Il senso di questo criterio è autoevidente. La pluralità dell’offerta è infatti realmente tale se la scelta da parte delle famiglie e degli studenti può orientarsi su un menu curricolare in grado di garantire effettivamente ciò che si promette nella denominazione di questo o quel liceo. Ciò ha significato, in alcuni casi, intervenire sulla prima versione dei quadri, là dove questi sembravano diluire la specificità dell’indirizzo, optando per una più netta accentuazione della sua identità, propria e tipica.
4. Il nodo delle “opzioni”
Le opzioni previste per i licei scientifico e delle scienze umane sono a tutti gli effetti delle articolazioni del sistema dei licei. Di contro all’ambiguità del testo in prima lettura, infatti, nel nuovo testo del decreto risulta chiaro che esse rientrano a pieno titolo nella programmazione regionale dell’offerta e non sono oggetto di scelta delle scuole.
Alcune scelte
1. Storia e geografia
Particolarmente discussa è stata, in questi giorni, la supposta abolizione della geografia. Non è così. In primo luogo, occorre considerare che la geografia fisica e politica è oggetto di studio nel primo ciclo dell’istruzione, i cui risultati di apprendimento, molto ambiziosi, dovrebbero rendere lo studente, all’ingresso dei licei, in possesso delle competenze di base. In secondo luogo, l’accorpamento a storia al biennio consente di rafforzare alcuni concetti di base (per fare un esempio, la migrazione, il popolamento, la globalizzazione). Soprattutto, nelle indicazioni nazionali sugli obiettivi specifici di apprendimento, le coordinate della storia e della geografia saranno intrecciate, proprio per consentire allo studente di unire le coordinate di spazio e di tempo e di leggere più agevolmente le “mappe” del mondo contemporaneo. Anziché uccidere la geografia, la scelta è stata quella di farla uscire dal ghetto.
2. Scienze naturali
L’insegnamento di scienze naturali contempla chimica, biologia, scienze della terra. Abbiamo evitato lo spezzettamento delle ore per consentire ai docenti un uso dell’orario che consenta di raggiungere i risultati di apprendimento. Non si può perseguire il sogno del “piccolo chimico” o del “piccolo biologo”, ma puntare decisamente sull’acquisizione delle conoscenze e delle competenze di base utili al proseguimento degli studi. Non è con più ore che si risolve il problema della debolezza in questo settore mostrata dai test OCSE/PISA, ma garantendo la continuità didattica col primo ciclo dell’istruzione; consentendo al docente la necessaria flessibilità di gestione delle ore; puntando decisamente sulla formazione in servizio degli insegnanti, come dimostra il successo del progetto “lauree scientifiche”. Il problema dell’insegnamento della disciplina dovrà essere affrontato in tre tappe: la prima, consentire alle istituzioni scolastiche di puntare sulle competenze effettive presenti nel corpo docente; la seconda, investire sul progressivo allineamento, dove necessario, delle competenze nelle tre discipline; la terza, attraverso le nuove lauree magistrali per l’insegnamento delle scienze naturali. Da questo punto di vista, i laboratori non devono essere un ghetto, ma una modalità di didattica da garantire, come avviene in tutta Europa, attraverso le capacità del docente.
3. Il profilo dello studente liceale
Il profilo comune ai percorsi liceali e il profilo specifico di ciascun liceo sono stati riscritti con la collaborazione di alcuni grandi “nomi” dell’accademia italiana: il prof. Giorgio Chiosso (pedagogia); il professor Luca Serianni (storia della lingua), il prof. Sergio Belardinelli (sociologia dei processi culturali); il prof. Stefano Zamagni (economia); il prof. Nicola Vittorio (coordinatore del progetto lauree scientifiche) che hanno collaborato con la Cabina di regia e il gruppo di lavoro sui licei musicali e coreutici e sul CLIL.
La riscrittura è stata improntata alla chiarezza e all’essenzialità dei profili, nell’intento di fornire la massima trasparenza dei risultati attesi dall’istruzione liceale.
Le modifiche, liceo per liceo
1. Liceo artistico
Rispetto all’impianto originale, si è deciso di “spacchettare” gli originali tre indirizzi che raggruppavano diversi gruppi in sei indirizzi, per facilitare la confluenza degli istituti d’arte (che comunque potranno scegliere di confluire anche nell’istruzione professionale); per presentare un quadro chiaro alle famiglie; per meglio caratterizzare ciascun indirizzo.
I quadri orari sono stati rivisitati, per dare un maggior peso alle discipline di indirizzo e per mantenere alcune specificità dell’area liceale, introducendo ad esempio la fisica nell’indirizzo delle arti figurative; per inserire le scienze naturali al primo biennio; per riconoscere, in alcuni indirizzi, la specificità dell’insegnamento di chimica dei materiali.
2. Liceo Classico
L’esigenza, in questo caso, era duplice: da un lato introdurre le scienze naturali sin dal primo biennio, in modo da garantire l’assolvimento dell’obbligo e da facilitare l’apprendimento in discipline che favoriscono lo sbocco nelle facoltà scientifiche (soprattutto medicina) che costituiscono uno degli sbocchi essenziali di chi frequenta questo percorso. Nel contempo, si è potenziato l’insegnamento della lingua straniera lungo l’arco dei 5 anni. Il tutto senza toccare il latino e il greco, materie caratterizzanti del percorso.
3. Liceo Linguistico
Nel caso del liceo linguistico si è scelto di puntare sulle tre lingue straniere, il cui apprendimento inizia dal primo anno di corso. Il latino è stato mantenuto ed è allo studio un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere.
4. Liceo Musicale e Coreutico
Per quanto riguarda la sezione coreutica, si è scelto di potenziare la storia della musica e, al primo anno, la materia “esecuzione e interpretazione” (lo strumento musicale).
Per la sezione coreutica, è stata introdotta la storia della musica
5. Liceo scientifico
La rivisitazione del percorso del liceo scientifico ha portato a un migliore equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche. In particolare, la fisica inizia sin dal primo anno di corso e sono state potenziate le scienze naturali
L’opzione di scienze applicate raccoglie l’eredità del liceo sperimentale scientifico-tecnologico.
6. Liceo delle scienze umane
Il quadro orario è stato ampiamente rivisitato, per dare una migliore caratterizzazione. Sono state reintrodotte le scienze umane al primo biennio e sono state potenziate le ore al triennio, è stato aggiunta, sempre al primo biennio, la disciplina Diritto ed economia.
L’opzione economico-sociale è stata rivisitata, in vista dei possibili sbocchi, per dare maggior peso alla disciplina diritto ed economia politica, caratterizzante del percorso; sono state potenziate la matematica e le due lingue straniere.
Rendiamo qui disponibili i primi documenti relativi a:
Profili
Quadri orari
Tabella confluenze
Corrispondenza titoli di studio
Insegnamenti aggiuntivi


