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Umanistiche

”HO IL FURORE DI AMARE” di PAUL VERLAINE

HO IL FURORE D’AMARE

Ho il furore d’amare. Il mio debole cuore è pazzo.
Non importa quando, né importa chi o dove,
che un lampo di bellezza, di virtù, di valore
splenda, subito vi si precipita, vola, si lancia,
e, nel tempo d’un abbraccio, cento volte bacia
l’essere o l’oggetto che la sua scelta insegue;
poi, quando l’illusione ha ripiegato la sua ala,
ritorna triste e solo, molto spesso, ma fedele,
e lasciando agli ingrati qualcosa di se stesso,
sangue o carne. Ma, senza più morire nel suo tedio,
presto s’imbarca per l’isola delle Chimere
e ne riporta soltanto amare lacrime
che assapora, e orribili disperazioni d’un istante,
poi s’imbarca di nuovo.

È talmente deciso e tenace
che nelle sue corse negli infiniti gli accade,
navigatore testardo, d’andar dritto alla riva
senza curarsi affatto che possa esistere
uno scoglio vicino, a infrangere lo scafo.
Anzi, fa dello scoglio un trampolino e a nuoto
a riva si dirige. Eccolo là. Il prodigio sarebbe
se non avesse fatto avidamente il giro
dal mattino alla sera e dalla sera al mattino,
e il giro e il giro ancora del promontorio.
E niente! Non alberi né erbe, né acqua da bere,
la fame, la sete, e gli occhi bruciati dal sole,
nessuna traccia umana, e non un cuore simile!

Non al suo – mai ne avrà uno somigliante –
ma un cuore d’uomo, un cuore vivo, palpabile,
seppure falso, seppure vile, un cuore! come, non un cuore!
Resterà in attesa, senza perdere nulla della sua forza
che la febbre sostiene e l’amore incoraggia,
che un battello mostri la cima dell’albero da queste parti,
e farà dei segnali che saranno visti:
così ragiona. E poi fidatevi!
Un giorno si fermerà non visto, lo strano apostolo.

Ma che gli fa la morte, se non quella d’un altro?
Ah, i suoi morti! Ah, i suoi morti, ma è più morto di loro!
Ancora qualche fibra del suo spirito focoso
vive nella loro fossa, vi attinge una dolce tristezza;
li ama come un uccello il suo nido di muschio;
la loro memoria è il suo caro cuscino, vi dorme,
di loro sogna, li vede, ci parla e se ne va,
pieno di loro, solo per un nuovo spaventoso affare.
Ho il furore d’amare. Che farci? Ah, lasciar fare!

PAUL VERLAINE

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