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Umanistiche

”SEI VENUTA DI MARZO” di CESARE PAVESE

SEI VENUTA DI MARZO

 

Sei la vita e la morte.
 Sei venuta di marzo
 sulla terra nuda
 il tuo brivido dura.
 Sangue di primavera
 anemone o nube
 il tuo passo leggero
 ha violato la terra.
 Ricomincia il dolore.

Il tuo passo leggero
 ha riaperto il dolore.
 Era fredda la terra
 sotto povero cielo,
 era immobile e chiusa
 in un torpido sogno,
 come chi più non soffre.
 Anche il gelo era dolce
 dentro il cuore profondo.
 Tra la vita e la morte
 la speranza taceva.

Ora ha una voce e un sangue
 ogni cosa che vive.
 Ora la terra e il cielo
 sono un brivido forte,
 la speranza li torce,
 li sconvolge il mattino,
 li sommerge il tuo passo,
 il tuo fiato d’aurora.
 Sangue di primavera,
 tutta la terra trema
 di un antico tremore.

Hai riaperto il dolore.
 Sei la vita e la morte.
 Sopra la terra nuda
 sei passata leggera
 come rondine o nube,
 e il torrente del cuore
 si è ridestato e irrompe
 e si specchia nel cielo
 e rispecchia le cose
 e le cose, nel cielo e nel cuore
 soffrono e si contorcono
 nell’attesa di te.

È il mattino, è l’aurora,
 sangue di primavera,
 tu hai violato la terra.
 La speranza si torce,
 e ti attende ti chiama.
 Sei la vita e la morte.
 Il tuo passo è leggero.

 

CESARE PAVESE