Così Stefano Zecchi in un commento sul “Giornale” ai provvedimenti sulla condotta. Va anche ribadito però che se il bullismo è il fenomeno più vistoso, i comportamenti improntati a scarso rispetto per gli altri e a indifferenza per le regole sono pane quotidiano per quasi tutti gli insegnanti. Nascono da una crisi dei ruoli educativi di cui c’è ancora una consapevolezza inadeguata e sono testimoniati dal larghissimo uso che nelle scuole è stato fatto, per il primo trimestre o quadrimestre, del 5 “di avvertimento” in condotta, una sorta di cartellino giallo, che, legittimo o meno in base alla lettera della norma, è significativo dell’estremo bisogno di una scuola più seria che sappia anche punire. Si legga per esempio la cronaca di Daniela De Crescenzo sul “Mattino”.
da gruppo di Firenze.blogspot..com


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