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Domenica 12 Luglio 2026 | Informazione, comunità e innovazione per la scuola. Dal 1998 la scuola italiana in rete.
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Umanistiche

Acireale Partecipare per…

Scusi il lettore quest’estemporaneità, ma mi voglio concedere di divagare in questo periodo di festività, dove un po’ tutti siamo presi dal clima natalizio e parlare, invece, della politica che gli ateniesi consideravano il massimo delle virtù del cittadino.

Tra un paio di mesi ci saranno le elezioni comunali e la contesa vede le parti partire sbilanciate. Una, da tempo pronta, con le “armi” già affilate che non vede l’ora di partire per mettere in campo i risultati del lavoro di una legislatura con una gestione della propria politica che ha ulteriormente rinsaldato il consenso in passato ottenuto, l’altra, ancora, alla ricerca della propria identità, avviluppata o in una routine dove dottrinarismo, schematismi, manicheismo, elucubrazioni ideologiche la fanno ancora da padrone in dibattiti defaticanti e fini a se stessi o chiusa in una inerzia frustrante dove, nonostante la ritualità delle procedure non riesce a rimuovere un’atmosfera stantia che inibisce lo sviluppo di quella nuova linfa vitale necessaria per guardare avanti.

Il nuovismo veltroniano, di per sé necessario nella sua carica innovatrice e di modernizzazione è avvenuto nel momento sbagliato (la lunga crisi del governo Prodi) e con modalità improprie e ciò ha finito con la semplificazione del quadro politico a peggiorare, per certi aspetti la situazione sia a livello nazionale (ultime elezioni politiche) che locale. I tempi ristretti, lo scissionismo, (una malattia costante della sinistra), la politica dei veti, mentre, dall’altra parte si incentivava l’accoglienza, hanno fatto il resto, determinando i risultati elettorali che sono sotto gli occhi di tutti. Quello che si è smarrito è il concetto di egemonia, da cui discende una corretta scelta delle alleanze, una direzione precisa da seguire e quindi la capacità di offrire una prospettiva politica vincente, tutto questo ha avuto un a ricaduta nelle realtà locali. Ad Acireale, forse, c’è qualcosa in più, si avverte no una mancanza di ethos che c’è sempre stata e che sempre ci sarà, ma l’assenza dello spirito giusto e della energia necessaria per far fronte alla presente situazione. Qui non parlo delle primarie indette, del loro regolamento, dei candidati di bandiera di questo o di quel partito, delle procedure, ma della carica che è necessaria per far fronte ad un impegno che sarà fondamentale per la vita della città nei prossimi anni. Non lasciamo “dum Romae consulitur Saguntum expugnatur” “non lasciamo che mentre a Roma si discute cada Sagunto”, difendiamo le nostre mura, c’è un passato di…. alle nostre spalle che non dobbiamo ripetere. Che si faccia uscire dal cilindro un NOVITÀ o ad Acireale o fuori dalle sue mura.

Filippo Laganà da AKIS