In molti ci stanno brindando, felici che nelle scuole di secondo
grado l’ora di lezione passerà da 50 minuti a 60 di orologio.
Si scorda però che negli Istituti tecnici, per esempio, si fanno
6 ore per 6 giorni ed essendo massiccia la presenza di fuorisede
le scuole autonome scelgono l’orario ridotto, altrimenti, entrando
alle 8,15, i ragazzi uscirebbero alle 14,30. Da altre parti
si sostiene che la scelta dei 60 minuti è conseguenza della
prossima riforma e che passando da 36 ore a 32 settimanali si
andrebbe a 4 giorni con 5 ore e a due con 6; ma si sibila pure
che nel frattempo i docenti dovrebbero recuperare i 10 minuti
sottratti, pareggiando la truffa (sic) con l’amministrazione. A
parte il fatto che il disagio dei pendolari rimarrebbe, colpisce
l’accanimento, mentre le statistiche col resto del mondo sono
usate solo e sempre per piantare chiodi ai professori.
E infatti ecco come sono gli orari scolastici nei licei in Germania
che, come è noto, non è ultima nelle pagelle internazionali
del rendimento e dell’efficienza: la prima ora quasi sempre
di 55/60 minuti e poi le ore successive di 45 minuti; e non
solo, ma ad ogni cambio d’ora è concesso ai ragazzi una breve
pausa di 5 minuti, mentre l’intervallo-colazione è di ben 20 minuti
e questo per 5/6 ore al giorno e per 5 giorni, essendo il sabato
libero per tutti. Sottacendo del profondo rispetto e considerazione
che i docenti da quelle parti ottengono, in Germania
le giornate complessive di scuola sono per lo più uguali alle
nostre se si considerano le loro lunghe vacanze natalizie e
primaverili mentre più corte sono quelle estive. Certamente
nelle statistiche il computo si fa senza contare le sfumature dei
minuti e tutto passa come ora di lezione.
Se a questi numeri aggiungiamo che lo stipendio di un insegnante
tedesco è oltre un terzo in più non ci rimane che piangere
se non fosse che da quelle parti non abbiamo mai visto aule
imbrattate, muri o tetti cadenti. E inoltre ciascun docente dispone
di computer, una stanza e di strumenti didattici per fare
un lavoro serio e pianificato. Ultimo dato: i presidi per lo più
usufruiscono del mezzo esonero, nel senso che parte del tempo
lo dedicano all’amministrazione e parte in classe come docenti
e quando è il caso tappano i buchi con le supplenze mentre
il loro stipendio non è molto difforme dai colleghi.
PASQUALE ALMIRANTE (da www.lasicilia.it)

