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Voce alla Scuola

PERCHE’ UN NUOVO DIRETTORE STABILE PER IL TEATRO MASSIMO ”BELLINI”?

Perché un nuovo direttore stabile per l’orchestra del Bellini? Cosa è successo? Leggendo il quotidiano La Sicilia in questi giorni, largo spazio è stato dato a questa sconcertante notizia. Il maestro Ranzani, un ottimo professionista, oltre che un didascalico e apprezzato comunicatore, solo da aprile dell’anno scorso (non da cent’anni) direttore della nostra orchestra catanese, va via. Lasciamola perdere la Quinta di Beethoven. Può capitare a tutti uno scivolone nell’esecuzione, e poi quest’eventuale scivolone era del maestro o dell’orchestra? E anche se fosse stato dell’orchestra, può capitare. Lasciamo stare la Quinta, con buona pace di Beethoven.
Qual è allora il vero problema? Nelle dichiarazioni dell’avv. Fiumefreddo si respira parecchia vaghezza. Catania non può permettersi un tale blasonato direttore. Solo ora ce ne accorgiamo? Non lo sapevamo già ad aprile quali erano le reali possibilità dell’Ente lirico? A che cosa è dovuta questa frattura se Ranzani è persona di indiscussi meriti artistici? Se è bravo, sta bene a Catania, dirige bene, è simpatico e sa spiegare tutto al suo pubblico con estrema chiarezza? Qual è il problema, mi chiedo?
Domande destinate a rimanere senza risposta. C’è bisogno di un cambiamento, di un naturale (?) avvicendamento. Già. Le sorti umane mutano, un Ranzani se ne va, qualcun altro arriverà. Mi dispiace maestro, davvero. Ci mancheranno le sue chiose alle vari esecuzioni. E anche la sua simpatica risata. Ma forse Catania non la meritava L’ultima volta, durante l’intervallo tra un brano e l’altro, mentre lei parlava, alle sue spalle, senza alcun rispetto e senza alcuna grazia, venivano spostate le sedie degli orchestrali. Cosicchè il rumore copriva la sua voce. Molto gentilmente. Se ne vada da Catania. E’ meglio per lei. Ma ci mancherà.

SILVANA LA PORTA