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Precariato

Ricerca: Prosegue il braccio di ferro con il governo sulla stabilizzazione dei precari della P.A

 Nella formulazione approvata in Commissione – che trascriviamo – il blocco delle stabilizzazioni scatterà il 1° luglio 2009, nel frattempo, verrà avviato dalla Funzione Pubblica un monitoraggio capillare di tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti, delle modalità di assunzione e del numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione. 

 Secondo il nuovo testo, al termine del monitoraggio i lavoratori a termine in regola con i criteri stabiliti dalla Funzione Pubblica potranno essere stabilizzati. Nel caso in cui  le amministrazioni non possano provvedere subito, potranno prorogare i contratti a termine e potranno costituire graduatorie valide fino al 2011, termine entro il quale o si è assunti a tempo indeterminato o si perdono i diritti acquisiti.  

 

Nemmeno il subemendamento approvato in extremis in commissione prima dell’emissione del parere favorevole, che fa salve le procedure di stabilizzazione in corso purché concluse entro il 30 giugno 2009, potrà rivelarsi utile, mancando ancora i DPCM autorizzativi dei processi di stabilizzazione (come previsto dalla Finanziaria 2008 e dal Milleproroghe).

 L’intento del ministro Brunetta è di assicurare che l’accesso al pubblico impiego avvenga previa selezione per pubblico concorso. Se questo è condivisibile (un richiamo simile c’era anche nella Finanziaria 2008), non si tiene conto della peculiarità della ricerca svolta negli enti pubblici. La stragrande maggioranza dei precari della ricerca ha superato selezioni d’ingresso (concorsi) per ottenere contratti flessibili, senza contare che circa il 30% del personale che opera negli EPR (circa 6000 persone) è precario. Peculiarità ricordate anche da Enrico Garaci, presidente del Comitato di Settore del Comparto Ricerca e ribadite in un documento del Comitato stesso, reso noto a seguito della riunione di tutti i presidenti degli EPR, il 2 ottobre scorso.

 Tuttavia, nel corso del dibattito in Commissione non sono passati gli emendamenti dell’opposizione che volevano stralciare la posizione degli EPR escludendone i precari dalle misure restrittive previste.

 Le norme contenute nell’A.C. 1441 quater, anche nella nuova formulazione, hanno un forte impatto sociale su molti fronti: l’insufficiente numero di ricercatori presente nel nostro paese fa sì che molti impegni internazionali assunti dal Paese (per esempio il funzionamento dell’acceleratore LHC al CERN di Ginevra) non potranno essere onorati senza il contributo dei precari della ricerca.

 In attesa di vedere gli esiti dell’incontro convocato dal ministro Brunetta con i presidenti degli EPR (mercoledì prossimo) per valutare la situazione specifica della ricerca pubblica, ricordiamo che la nostra Confederazione ha proclamato la mobilitazione generale di tutti i lavoratori del pubblico impiego

Da SNALS