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Graduatorie

LA PROPOSTA DI UNA GRADUATORIA NAZIONALE PER IL RECLUTAMENTO

La proposta di una graduatoria nazionale per il reclutamento
Da dichiarazioni, sembrerebbe che le graduatorie ad esaurimento siano arrivate, con ogni probabilità, al loro capolinea; credo che la loro abolizione potrebbe entrare nel pacchetto di norme che questo governo varerà sul reclutamento degli insegnanti; intanto, in attesa degli effetti dell’andata a regime della cura di cavallo sulla scuola e sugli organici in particolare di Gelmini-Brunetta -Tremonti e dei prossimi pensionamenti, si potrebbe avere uno stop alle immissioni in ruolo già a partire dal 2009/2010 , in ogni caso sembra essere arrivato al capolinea l’attuale sistema a due canali di reclutamento (graduatorie. ad esaurimento provinciali e concorso DDG 1999 regionale) ed è sotto gli occhi di tutti la conferma della precarizzazione della professione in quanto il contratto, a tempo determinato, rappresenta una struttura più flessibile e a buon mercato, prova ne sia che quest’anno si assume solo sul 50% dei posti vacanti per il 2008/2009
Considerato che le graduatorie ad esaurimento sono graduatorie ormai blindate e che non è possibile affatto trasferirsi in altra provincia se non in coda e che l’ambito territoriale, ove poter essere in messi in ruolo è fin troppo esiguo (provincia), considerando che la blindatura ha determinato una carenza di insegnanti soprattutto nelle province del nord e una saturazione nelle province del sud, e che per l’esiguità di posti in alcune province inefficace è la permanenza nella graduatoria medesima ai fini dell’immissione in ruolo; per rendere le graduatorie, prima che esse scompaiano definitivamente, un strumento effettivo di stabilizzazione del posto di lavoro per precari con più anni di insegnamento nel loro curriculum , a mio avviso bisognerebbe immediatamente rendere valide le graduatorie ad esaurimento sul tutto il territorio nazionale, si tratterebbe di fondere le graduatorie provinciali e fare un’unica graduatoria nazionale, ovviamente per quanto riguarda le sole immissioni in ruolo, dando la possibilità agli interessati di scegliere su un ventaglio ampio di province, ovvero di scegliere ( a suo rischio e pericolo) anche solo la provincia di residenza.
Con gli attuali mezzi informatici che abbiamo a disposizione, la cosa si potrebbe fare rapidamente. Ovviamente per porre in atto questo progetto ci vuole un provvedimento legislativo, anche rischiando uno slittamento delle immissioni in ruolo.
 
Integrazione alla proposta:
Certo che l’idea progetto andrebbe perfezionata, all’immissione in ruolo dovrebbe esser messo in condizione: a) di scegliere su tutto il territorio nazionale; b) su un numero di province di suo interesse, C) solo sulla provincia di precedente inserimento; inoltre bisognerebbe permettere ai neo nominati , una volta avuta assegnata la provincia di titolarità, attribuita centralmente secondo la priorità espressa dall’aspirante, la possibilità di presentare subito l’assegnazione provvisoria interprovinciale, in deroga al CCNI , che oggi vieta ai neo immessi in ruolo l’assegnazione provvisoria nello stesso anno dell’immissione.
L’idea progetto è dettata da considerazioni realistiche, temendo che questo sia l’ultimo treno per il doppio canale di reclutamento. In ogni caso credo che questa metamorfosi delle graduatoria è di garanzia proprio per i precari storici, quelli che hanno diversi anni d’insegnamento e rischiano di restare precari a vita con punteggi altissimi, mentre altri precari con pochi anni d’insegnamento ,grazie alla loro collocazione geografica, entreranno nei ruoli.
 
Libero Tassella
30/06/2008
 
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