Più in generale i tassi di disoccupazione femminile sono dovunque ancora più
alti rispetto a quelli maschili.
Queste ragioni hanno reso necessarie delle leggi che tutelassero le donne da
forme di discriminazione nell’accesso al lavoro, soprattutto nei settori in cui
le donne sono storicamente in minoranza.
Le politiche generali in materia sono proposte dal
Ministero per le Pari Opportunità che le concretizza:
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con il Ministero
dell’Industria, per gli interventi legati alla Legge 215/92
-
con il Ministero del Lavoro,
attraverso le azioni della Legge 125/91
La Legge
125/91
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Promuove l’inserimento
delle donne nei settori professionali in cui sono sottorappresentate, in
particolare quelli tecnologicamente avanzati e nei livelli di responsabilità -
Favorisce una diversa
organizzazione del lavoro, realizzando un maggiore equilibrio tra vita
familiare e lavorativa (flessibilità, mobilità)
Le azioni
finanziate mirano a:
-
agevolare ed incrementare
l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, sia subordinato che autonomo
(corsi di orientamento, studio di nuovi modelli organizzativi, …); -
incentivare l’istruzione e la
formazione professionale, ossia tutti quegli interventi formativi
(formazione iniziale, continua, orientamento e riqualificazione
professionale) che favoriscono un riequilibrio del mercato del lavoro
femminile (ad es. progetti di telelavoro, progetti di rimodulazione di orari
di lavoro, programmi di aggiornamento…).
Possono
presentare progetti
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Imprese
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Consorzi
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Cooperative
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Enti pubblici economici
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Sindacati
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Centri di formazione.
Informazioni
Comitato Nazionale di Parità, Consiglieri di Parità provinciali e regionali, Eurosportelli,
Associazioni di categoria, Centri di formazione coinvolti in
progetti.
Segreteria tecnica Comitato Nazionale per le pari opportunità Ministero del
Lavoro
Via Salandra, 18 00187 Roma
Tel. 06/4746280; Fax 06/4744877
sito Internet www.minlavoro.it


